Paolo Beltramo (foto Facebook)
Paolo Beltramo (foto Facebook)

MotoGP | Paolo Beltramo a TMW: “Chi sono i migliori (e i peggiori) dei test MotoGP”

Ducati là davanti a fare il ritmo, Honda mutilata dagli infortuni ma sicura dei propri mezzi, Yamaha in crescita, Suzuki sorprendente. I primi test MotoGP 2019, andati in scena la settimana scorsa a Sepang, hanno già offerto i primi (anche se, come sempre capita a questo punto dell’inverno, molto parziali) verdetti. TuttoMotoriWeb li ha analizzati con Paolo Beltramo, storica voce del Motomondiale e opinionista di Sky Sport MotoGP.

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Paolo Beltramo, questa Ducati è diventata la moto da battere?
L’ho vista molto bene, è andata forte sempre. Come sempre la Ducati è la squadra di riferimento, dal punto di vista organizzativo e ingegneristico. E il fatto che, dei quattro lì davanti, il “meno veloce” sia Dovizioso è la dimostrazione che si è concentrato di più sul lavoro da fare per il Mondiale, piuttosto che sul giro secco.

In compenso i due piloti che hanno ancora tutto da dimostrare, Danilo Petrucci e Pecco Bagnaia, si sono subito piazzati nelle prime due posizioni.
Il miglior tempo di Petrucci fa piacere, perché un po’ di fiducia e di sicurezza gli fanno bene. Bagnaia è semplicemente strabiliante: uno che, al quinto giorno che guida una MotoGP, fa già il secondo miglior tempo…

Possibile che nel corso dell’inverno sia arrivato il tanto atteso sorpasso sulla Honda?
Attenzione, la Honda era già davanti l’anno scorso. Avevano portato la moto 2019 già ai test di Aragon, Valencia e Jerez. Anche loro sono messi bene, non avevano grossi problemi. Marquez ha fatto quello che poteva, senza prendersi rischi: più che altro era un test per se stesso. Secondo il dottor Zasa (della Clinica mobile, ndr) ci vogliono sei mesi per guarire da un’operazione come la sua; lui è risalito in moto dopo settanta giorni. Ma non so quanto il lavoro che ha svolto sia effettivamente servito alla squadra: guidando così non ha spinto al massimo la moto.

E nel frattempo sono infortunati anche Jorge Lorenzo e Cal Crutchlow. Quanto condizioneranno l’inizio di stagione della Honda questi guai fisici?
Sono tutti rotti! Lorenzo si è fratturato lo scafoide, ovvero un ossicino del polso, che per un pilota è uno degli infortuni peggiori. Quel punto viene sollecitato molto, durante la guida: quando tiri il freno, quando dai gas, ma soprattutto quando ti appoggi in frenata o spingi per piegare. E per giunta fa fatica a saldarsi: non è niente di grave, ma è un bel fastidio. Lui dovrebbe aver recuperato per il Qatar, mentre Marquez dovrà stare più abbottonato, almeno all’inizio. Comunque sono sicuro che il motore, che è l’unica componente che poi non si può modificare nel corso della stagione, l’hanno già scelto, anche se i piloti sono messi male. Il resto si può cambiare anche in corso d’opera.

La Yamaha, invece, è apparsa già veloce. Possiamo dire che è tornata in alto?
Sì, è andata bene. Penso che abbia fatto la cosa più giusta cambiando il sistema di lavoro, gli ingegneri, il capo progetto… Avevano bisogno di recuperare e di lavorare più degli altri, quindi magari ci sarà bisogno di aspettare un pochino. L’anno scorso avevano sbagliato il motore, perché lo avevano fatto troppo aggressivo, quindi in questa stagione lo avranno reso più pastoso, ma bisogna vedere se ora avrà abbastanza cavalli. Spero che in Qatar portino un propulsore ancora più performante di questo. Per il resto, dopo tre anni, e anche grazie all’arrivo dell’ingegner Gadda dalla Ducati, penso che l’elettronica ormai l’abbiano capita. Valentino Rossi era meno contento di Vinales, ma questo è successo spesso: quello che mi preoccupa è che molte volte aveva ragione Vale. Ma, adesso che ha il capotecnico e la squadra che vuole, secondo me anche Maverick non dovrebbe più avere grossi problemi.

Ha sorpreso la Suzuki: Alex Rins è stato il più costante di tutti nel passo gara.
Bisogna vedere se riuscirà a fare quel passetto in più, nei momenti in cui è sotto pressione e deve vincere. Quello che, l’anno scorso, gli era mancato.

Diamo uno sguardo anche ad Aprilia e Ktm.
Dalla Ktm mi aspettavo di più, visto il dispendio di mezzi e di energie clamoroso. La Aprilia aveva Iannone che non stava bene, mentre alla fine Aleix Espargaro non ha fatto un brutto tempo: anche se poi essere competitivo in gara è un’altra cosa. Hanno rivoluzionato tutto, con l’arrivo di Rivola, e hanno preso un pilota che con il 4 cilindri a V all’epoca della Ducati non andava male, quindi qualche dritta giusta gliela può dare.

Fabrizio Corgnati