Insulina Diabete
(Getty Images)

I ricercatori del MIT (Massachusetts Institute of Technology) negli Stati Uniti hanno ideato una compressa di insulina per i soggetti affetti dal diabete.

Una delle malattie più diffuse è il diabete: 425 milioni soggetti al mondo ne sono affetti di cui 5 milioni solo in Italia. La tipologia più sparsa è il diabete di tipo 2 o diabete mellito, una patologia che è caratterizzata da valori elevati di zucchero nel sangue (iperglicemia). Contro questa malattia non è esiste una cura per guarirne, ma una terapia a base di insulina che viene somministrata attraverso iniezioni e regola i valori nel corpo. Uno studio del MIT (Massachusetts Institute of Technology) ha portato ad un’importante rivoluzione nel campo della medicina che potrebbe cambiare la vita dei soggetti affetti dal diabete. Il centro di ricerca ha ideato una compressa che al suo interno contiene insulina.

Diabete: arriva la compressa per l’assunzione di insulina

I soggetti affetti dal diabete potrebbero finalmente abbandonare le iniezioni di insulina per passare alle compresse. Chi affetto da questa patologia metabolica ha necessariamente bisogno di insulina che regoli il tasso di glucosio nel sangue in modo da evitare che la glicemia si alzi. Per il diabete non esistono cure, ma chi ne è affetto deve sottoporsi per tutta la vita ad una terapia insulinica che prevede l’assunzione di tale ormone attraverso iniezioni quotidiane. I ricercatori del MIT (Massachusetts Institute of Technology) negli Stati Uniti che da anni studiano l’ambito medico hanno ideato una compressa che potrebbe rivoluzionare la vita dei soggetti affetti da diabete. Gli studiosi hanno creato una speciale capsula delle dimensioni di un mirtillo contenente al suo interno un piccolo ago formato da insulina compressa. L’insulina della capsula, la quale va ingerita al bisogno, viene liberata solo quando ha raggiunto lo stomaco grazie ad una struttura particolare, in cui l’ago è legato ad una molla compressa tenuta in posizione da un disco di zucchero. Quando la capsula è giunta stomaco è in grado di trovare la posizione corretta e quindi di raddrizzarsi per raggiungere le pareti dell’organo senza causare fastidio o dolore ai pazienti, dato che all’interno dello stomaco non vi sono recettori del dolore. Attualmente la capsula è ancora in fase sperimentale e per poterla testare sull’uomo serviranno altri tre anni. Maria José Alonso, docente di biofarmaceutica e tecnologia farmaceutica presso l’Università di Santiago de Compostela (Spagna), ha affermato: “Non stiamo parlando di miglioramenti incrementali dell’assorbimento di insulina. Questa è di gran lunga la tecnologia più realistica e d’impatto divulgata per la somministrazione orale di peptidi”.

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