Polizia
Polizia (foto dal web)

Ieri le strade di Torino sono state invase da centinaia di manifestanti i quali si sono resi protagonisti di diversi episodi di violenza. Arrestati undici soggetti dalla Polizia.

Nel tardo pomeriggio di sabato, una zona compresa tra il centro della città di Torino ed il quartiere Vanchiglia è stata teatro di un’autentica guerriglia che ha fatto registrare gravi episodi violenza. A scatenare tutto questo, un corteo di centinaia di manifestanti, tra cui molti incappucciati, con indosso caschi o maschere, armati di sassi, spranghe e spray per imbrattare i muri. Il corteo, che non ha visto nulla di vicino ad una pacifica protesta, si sarebbe vendicato della chiusura e del successivo sgombero dello storico centro sociale L’Asilo di via Alessandria, occupato da 25 anni. Inoltre alla chiusura si è aggiunto l’arresto da parte della Digos di sei persone sospettate di diversi attentati commessi sul territorio italiano.

Guerriglia per le strade di Torino: 11 fermati

Lanci di pietre, cassonetti in fiamme, vetrine in frantumi, lacrimogeni e bombe carta. Scene di delirio, quelle che nel tardo pomeriggio di ieri hanno riempito le strade del centro di Torino dove si è scatenata una vera e propria guerriglia urbana. Protagonisti degli episodi di violenza centinaia di manifestanti che si opponevano allo sgombero operato dalla Polizia del centro sociale del capoluogo piemontese l’Asilo, occupato da 25 anni, e all’arresto di sei soggetti sospettati di attentati in giro per l’Italia. Una vendetta che ha scatenato il panico per diverse ore per le strade della città che sono state invase da centinaia di persone intenzionate solo a riprendersi il centro sociale. Tra gli episodi più gravi di violenza si registrano l’assalto ad un autobus sulla quale, oltre al conducente, viaggiavano due donne, le vetrine in frantumi del palazzo sede della Smat, la società che gestisce il servizio idrico di Torino ed ancora cassonetti in fiamme e auto danneggiate. La zona è sotto assedio quando arrivano le forze dell’ordine anti sommossa che provano a ristabilire l’ordine. Al termine delle oltre tre ore di scontri, violenza e paura che avevano visto anche il lancio di bombe carta, la Polizia ammanetta 11 manifestanti che vengono condotti immediatamente in Questura. Ecco i nomi di quelli che il Questore Messina ha definito “gente addestrata e venuta in piazza per mettere in atto strategie sovversive“: Fulvio Erasmo, 30 anni; Carlo De Mauro, 29 anni; Giulia Gatta, 25 anni; Irene Livolsi, 34 anni; Andrea Giuliano, 37 anni; Antonello Italiano, 40 anni; Francesco Ricco, 45 anni; Nicholas Medone, 27 anni; Martina Sacchetti, 31 anni; Giulia Travaina, 27 anni e Caterina Sessa, 24 anni. In ospedale finiscono alcuni agenti feriti lievemente ed un manifestante in codice giallo. Il resto dei black bloc riesce a fuggire, ma la quiete torna tra le strade del capoluogo torinese. Sul proprio profilo Facebook, il ministro dell’Interno Matteo Salvini commenta questi episodi postando alcune foto che ritraggono le strade di Torino durante gli scontri accompagnate da questo messaggio: “Torino ostaggio di qualche centinaio di delinquenti dei centri sociali: tutto il mio supporto ai Torinesi e alle Forze dell’Ordine, per questi criminali (che sono stati finalmente sgomberati pochi giorni fa) la pacchia è finita!”

Torino ostaggio di qualche centinaio di delinquenti dei centri sociali: tutto il mio supporto ai Torinesi e alle Forze…

Pubblicato da Matteo Salvini su Sabato 9 febbraio 2019