Danilo Petrucci e Andrea Dovizioso nei test MotoGP a Sepang (Foto Ducati)
Danilo Petrucci e Andrea Dovizioso nei test MotoGP a Sepang (Foto Ducati)

MotoGP | Test MotoGP, le pagelle: promossi e bocciati di Sepang

Vanno in archivio i primi tre giorni di test MotoGP, quelli andati in scena a Sepang, in Malesia. E l’occasione è ghiotta per abbozzare un giudizio, molto provvisorio, sui valori in campo emersi tra le squadre e i piloti. Come sempre capita durante l’inverno, è molto difficile valutare esattamente i rapporti di forza, senza disporre dei dati sulle gomme e sui carichi di benzina che vengono tenuti ben segreti all’interno dei box. Ma noi, prendendoci tutto il beneficio del dubbio, vogliamo comunque divertirci a dare i primi voti dell’anno ai protagonisti del Motomondiale. Eccoli.

Ducati: voto 9. Difficile non attribuire la perfezione ad una Casa che chiude i primi tre giorni di test MotoGP con quattro moto nelle prime quattro posizioni, tutte sotto al record assoluto del tracciato (che già le apparteneva). Ma se la Rossa di Borgo Panigale non arriva al 10 è solo perché ha ancora del margine di miglioramento: non sul giro secco, ma sul passo gara. E, parlando di tecnica, anche sul nuovo telaio, modificato nel forcellone anteriore, che persino secondo il direttore generale Gigi Dall’Igna è ancora rivedibile.

Danilo Petrucci: voto 9. Si presenta sulla griglia di partenza di questa stagione, probabilmente, con il carico di pressione più alto di tutti i concorrenti. Dopo tanti anni di faticosa gavetta, finalmente ha tra le mani una moto ufficiale, nel team ufficiale, ma con un solo anno di contratto, quindi con la necessità di dimostrare tutto il suo valore, e pure in fretta, se vuole ottenere il rinnovo. Sa di non poter sbagliare e, in queste prime prove invernali, non lo ha fatto.

Alex Rins: voto 9. Tenete d’occhio il giovane spagnolo. Lontano dai riflettori, sta crescendo in maniera lenta ma costante, di pari passo con la sua Suzuki, e a Sepang è apparso in assoluto come il pilota con il miglior passo gara (ben 13 giri sul piede dell’1:59). L’anno scorso, spesso e volentieri, batteva il suo ingombrante compagno di squadra Iannone; quest’anno è pronto a fare ancora di meglio. Outsider annunciato del Motomondiale.

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Andrea Dovizioso: voto 8. Sul fronte della prestazione pura, in questi test MotoGP inaugurali non ha brillato, ma d’altronde non serviva. Dove Desmodovi è riuscito a fare la differenza è stato semmai a livello mentale. Con la lucidità e la brillantezza di analisi che lo contraddistinguono (ma anche con l’esperienza negativa di due compagni difficili come Iannone e Lorenzo) stavolta ha insistito fin da subito che il rapporto tra lui e il suo nuovo vicino di box fosse improntato all’insegna della collaborazione reciproca. E i benefici, in termini di sviluppo tecnico della Desmosedici GP19, si sono visti immediatamente.

Pecco Bagnaia: voto 8. E meno male che è un debuttante! In soli nove giorni sulla sua Ducati del team Pramac ha imparato a girare vicinissimo al nuovo record stabilito da Petrucci (staccato di appena 63 millesimi). Così calmo fuori dalla pista, così veloce in sella: già maturo e convincente. Chi ben comincia è a metà dell’opera.

Maverick Vinales: voto 8. Visto l’andamento incredibilmente altalenante dei suoi primi due anni in Yamaha, il condizionale resta d’obbligo. Eppure queste prove malesi sembrano aver confermato che finalmente Top Gun è tornato. Veloce sul giro secco, sorprendentemente costante sul rendimento tra un giorno e l’altro. Se si fosse corso il Gran Premio in questi giorni, probabilmente, stando ai verdetti del cronometro, sarebbe stato lui il vincitore. Speriamo che, stavolta, non sia l’ennesima illusione passeggera.

Yamaha: voto 7. C’è una luce in fondo al lungo tunnel buio imboccato ormai dalla fine del 2017? Parrebbe proprio di sì. La strada da percorrere per ricucire il distacco che si è aperto nei confronti dei rivali è ancora lunga, ma l’impressione è che la tanto inseguita inversione di tendenza sia arrivata. La M1 è più costante, stressa meno le gomme e ha anche limato i suoi punti deboli, come il freno motore. Ora deve continuare così.

Valentino Rossi: voto 7. Più lento del suo compagno di squadra Vinales, lontano dalle primissime posizioni in classifica, ma c’è un motivo. Il Dottore si è concentrato sulla distanza, sulle simulazioni di gara, sull’utilizzo degli pneumatici usati. E, su questo fronte, si è dimostrato decisamente più efficace rispetto al recente passato. Non è un caso se ha definito quello in Malesia il suo “miglior test MotoGP degli ultimi due anni”. Una dichiarazione promettente.

Marc Marquez: voto 6,5. A forza di spingere i limiti sempre più in là, il rischio di strafare è dietro l’angolo. E stavolta, il Cabroncito non ce l’ha fatta a fare il superman. Ha voluto esagerare nei suoi tempi di recupero dall’operazione alla spalla e si è presentato al via delle prove invernali lontano dalla perfetta forma. Al primo giorno ha fatto finta di niente, ma nei due successivi si è dovuto arrendere al dolore e alla mancanza di forza muscolare. Anche un supercampione come lui non può evitare di fare i conti con la realtà. In fondo in fondo, resta sempre un essere umano.

Honda: voto 5. Un giudizio frutto più della sfortuna che dei demeriti. Sia Marquez che Lorenzo, anche il pilota satellite Crutchlow e perfino il team manager Alberto Puig non sono in buone condizioni di forma, e questo non ha permesso ancora di capire le reali potenzialità della nuova moto, e ha tenuto la Casa di Tokyo lontana dalle prime posizioni della classifica finale. In condizioni normali non sarebbe un dramma, ma dall’imbattibile squadrone che ha dominato le ultime stagioni in lungo e in largo ci si aspettava di più. Il sovraffollamento in infermeria rischia di condizionarne non poco l’inizio di stagione, anche perché tra tutti i team è quello che ha più da perdere in assoluto.

Jack Miller: voto 5. In classifica non è distante dai suoi compagni di marca. Eppure da un pilota che comincia ad avere un buon bagaglio di esperienza sarebbe logico aspettarsi di più: invece finisce alle spalle del suo nuovo vicino di box, esordiente assoluto. Continua ad avere molto da migliorare, sotto parecchi aspetti, per dimostrarsi davvero meritevole di una moto ufficiale. Altrimenti, nonostante la velocità indiscussa, rischia davvero di trasformarsi nell’ennesima promessa non mantenuta della MotoGP.

Fabrizio Corgnati

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