Truffa auto rubate
Foto d’archivio di Alexandre Prévot.

Truffa sulla compravendita di auto di lusso, sgominata una banda

Un truffa di rivendita di auto usate studiata nei minimi dettagli è stata scovata da parte dei Carabinieri del Comando Provinciale di Genova.

Bersaglio della banda erano prevalentemente auto di lusso a benzina come Porsche, BMW e Maserati, destinate ad essere rivendute all’estero. Ma vediamo come agiva la banda.

Annunci online, la via preferenziale

Le piattaforme preferite dai malviventi, come è prevedibile, erano i siti di annunci di auto usate online: se ne possono trovare molti pubblicati da privati e c’è vasta scelta. Prima conducevano verbalmente la trattativa, la concludevano e poi promettevano di pagare tramite assegni circolari postali falsi, rivelatisi in un secondo momento falsi.

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Assegni, uffici postali e documenti: tutto falso

All’interno dell’organizzazione c’era anche un falsario che si occupava della “parte amministrativa” della truffa sulle auto usate, stampando gli assegni falsi (che in realtà la posta non aveva mai emesso) e creava degli uffici postali fittizi con tanto di numero di telefono al quale rispondeva un finto operatore per rassicurare il venditore di turno sulla veridicità del titolo emesso.

Auto rivendute all’esterno per farne perdere le tracce

A quel punto formalizzavano il passaggio di proprietà con documenti contraffatti e vendevano celermente le auto all’estero, prevalentemente in Germania, Francia e Olanda. La tecnica funzionava anche proprio grazie a questo stratagemma, ossia richiedere un prezzo di vendita sensibilmente più basso rispetto alla concorrenza senza però eccedere e destare troppo sospetto.

Una volta rivenduta la refurtiva al di fuori dei confini nazionali, i veicoli venivano legalmente volturati e reimmatricolati, il tutto all’insaputa degli acquirenti finali.

L’indagine era partita nel giugno scorso quando uno dei componenti della banda era stato arrestato e trovato in possesso di diversi documenti falsi per perfezionare le truffe.

“Affari” per un milione di euro

Grazie all’intervento dei Carabinieri infatti sono state sventate “compravendite” per 300.000 euro su un giro totale d’affari dell’organizzazione criminale di circa 1 milione di euro.

Daniele Mancin