Carabinieri
Carabinieri (foto dal web)

Una donna di 43 anni ad Asiago (Vicenza) avrebbe avvelenato i propri genitori ultraottantenni e poi si sarebbe suicidata. I tre cadaveri sono stati rinvenuti dopo giorni all’interno dell’abitazione di famiglia.

Ha avvelenato i propri genitori e poi si è suicidata, questa sarebbe la prima ricostruzione degli inquirenti che stanno svolgendo i primi accertamenti sulla tragedia consumatasi in un’abitazione in via Pennar ad Asiago, comune in provincia di Vicenza. I Vigili del fuoco e le forze dell’ordine, avvertiti dai parenti e dall’amministratore di condominio che non vedevano la famiglia da giorni, quando hanno fatto irruzione in casa si sono ritrovati davanti tre cadaveri che probabilmente giacevano in casa da giorni. Le vittime sono una coppia di coniugi anziani ultraottantenni e la figlia 43enne. Secondo le prime indicazioni, quest’ultima avrebbe somministrato una massiccia dose di psicofarmaci ai genitori uccidendoli per poi suicidarsi ingerendo anch’essa gli stessi medicinali. Sulla vicenda stanno indagando i Carabinieri del luogo i quali cercheranno di ricostruire l’esatta dinamica dei fatti ed il movente.

Figlia 43enne uccide i genitori avvelenandoli e poi si suicida

Ad Asiago, un centro in provincia di Vicenza si è consumata una tragedia familiare. Alcuni parenti e l’amministratore di condominio hanno chiamato le forze dell’ordine perché allarmati dal non vedere da giorni una coppia di ultraottantenni. Sul posto, in un’abitazione sita in contrada Pennar nella periferia di Asiago, sono intervenuti i Vigili del fuoco chiamati dalla Polizia Locale. Una volta entrati in casa hanno rinvenuto i cadaveri dei due coniugi, Lino Marzaro di 85 anni e la moglie, Ubaldina, di 83 sul letto e quello della figlia 43enne, Silvia nel corridoio della casa. Secondo le prime ricostruzioni effettuate dai Carabinieri del Nucleo investigativo di Vicenza intervenuti a seguito del ritrovamento insieme ad i sanitari del Suem, sembra che possa trattarsi di un omicidio-suicidio avvenuto nei giorni scorsi. La figlia Silvia, dunque, secondo quest’ipotesi, avrebbe avvelenato i genitori con una dose di psicofarmaci ed in seguito abbia ingerito lei stessai farmaci suicidandosi. La 43enne, disoccupata che viveva da sempre con i genitori, aveva già provato a togliersi la vita durante la scorsa estate. Gli inquirenti sono adesso a lavoro per ricostruire la vicenda che ha sconvolto il piccolo comune vicentino.

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