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(Foto HRC – Honda Racing Corporation)

Superbike 2019, ancora incognite sul team Moriwaki Althea Honda.

Quando Honda decide di impegnarsi a fondo in un progetto, difficilmente fallisce. E’ la casa motociclistica più grande al mondo e vanta tanti successi nelle competizioni sportive.

Per il 2019 ha deciso di rilanciarsi anche nel campionato mondiale Superbike, dove mancava in versione ufficiale dal 2002. In quell’anno arrivò il secondo trionfo con Colin Edwards. L’ultimo titolo iridato di una moto di Tokio in SBK risale al 2007, quando James Toseland con i colori della team Ten Kate riuscì nell’impresa. Le ultime stagioni sono state deludenti e HRC ha deciso di dare una svolta.

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Superbike 2019, che campionato per il team Moriwaki Althea Honda?

A fine 2018 la Honda ha voluto divorziare da Ten Kate, struttura olandese con la quale collaborava da tanti anni ormai. Insoddisfatta del lavoro e dei risultati, la casa di Tokio ha deciso di impegnarsi direttamente nel campionato mondiale Superbike. In questa nuova sfida ha scelto di affidarsi ad un partner come Moriwaki e anche ad Althea Racing, team italiano presente in SBK da tempo.

Honda con i nuovi alleati conta di poter crescere e di riuscire in prospettiva a tornare ai vertici della categoria. Difficile dire ad oggi quale possa essere il livello di Leon CamierRyuichi Kiyonari in sella alla CBR1000RR Fireblade SP2. Infatti, i due piloti non si sono confrontati con gli altri team WorldSBK nei test 2019 a Jerez e Portimao. Lo faranno solamente in occasione degli ultimi due giorni di prove pre-campionato a Phillip Island il 18-19 febbraio (il 17 in Australia ci sarà pure la presentazione del team). In Spagna e Portogallo c’era solamente Alessandro Delbianco, che in quanto esordiente in Superbike deve fare un percorso diverso rispetto ai suoi due colleghi più esperti.

Il team Moriwaki Althea Honda ha sostenuto un test blindatissimo sul circuito di Buriram, dove il campionato approderà a marzo per il secondo appuntamento. Ma dalla Thailandia non sono emerse indicazioni sui tempi di Camier e Kiyonari. Scopriremo il loro grado di competitività a Phillip Island tra due settimane. Solo allora capiremo a che punto è il lavoro della squadra. Considerando che il nuovo progetto è nato in ritardo e che la moto non si era mostrata particolarmente veloce nel 2018, non ci sono grandi aspettative nell’immediato. Tuttavia, come detto in precedenza, l’impegno deciso della casa di Tokio significa che c’è volontà di tornare ai vertici della Superbike e pertanto ci attendiamo una crescita costante nel corso della stagione. Le risorse per fare bene non mancano, però le maggiori concorrenti partono da una posizione di vantaggio al momento.

Matteo Bellan