Bitcoin
Bitcoin (Getty Images)

Lo scorso 9 dicembre  è morto Gerald Cotten, il fondatore di QuadrigaCX una piattaforma di bitcoin. L’uomo sembra non aver mai rivelato a nessuno la password per accedere al sito e adesso circa 150 milioni di dollari potrebbero andare persi.

Da anni ormai si parla di criptovalute e bitcoin, denaro virtuale che si basa sui principi della crittografia e che in molti stati è divenuto moneta di scambio legale. In molti hanno investito su questo denaro virtuale che ha raggiunto valori di scambio inimmaginabili nel 2009 quando è nata Bitcoin. Nel corso di questi dieci anni sono state coniate nuove criptovalute e tra queste c’è anche la piattaforma canadase QuadrigaCX. Quest’ultima risulta da giorni inaccessibile a causa del decesso improvviso del suo fondatore Gerald Cotten che non ha lasciato a nessuno la password per accedere al sito. Si parla di una perdita in denaro di circa 150 milioni di dollari.

Muore il fondatore di una piattaforma di criptovalute: in fumo circa 150 milioni di dollari

Gerald Cotten, il fondatore 30enne di QuadrigaCX, una delle piattaforme più importanti di criptovalute canadesi, è scomparso lo scorso 9 dicembre, a causa del morbo di Crohn da cui era affetto da tempo. L’uomo è deceduto in India e dopo la sua morte non è stata ritrovata la password necessaria per accedere ai sistemi di protezione e crittografia. Nessuno oltre allo stesso Cotten conosceva la password per entrare nel sito ed in ballo ci sarebbe, secondo quanto riportato da Il Sole 24 ore, un vero e proprio tesoro di circa 150 milioni di dollari: 26.500 bitcoin, 11mila bitcoin Cash, 11mila bitcoin SV, 35mila bitcoin Gold, 200mila Litecoin e 430mila Ethereum. Neanche la vedova Cotten conosce la password ed è stata presa di mira dagli investitori che l’hanno accusata di aver simulato la morte del marito tanto da costringerla a mostrare il certificato di morte davanti alla Corte Suprema della Nuova Scozia. La donna ha assunto un esperto di sicurezza per cercare di accedere ai device del marito, il quale ha protetto i dispositivi con più livelli di sicurezza. Secondo la legge le criptovalute non sono ereditabili in quanto non vi è una norma specifica che lo preveda se non conoscendo i dati di accesso al portafoglio elettronico appartenuto alla persona defunta. Il tesoro contenuto all’interno della piattaforma se non viene rinvenuta la password potrebbe andare completamente in fumo.