Falsi controlli su 5 viadotti, l’indagine dopo il Morandi

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Falsi controlli su 5 viadotti, l’indagine dopo il Morandi

“Dal 2000 su alcuni viadotti i controlli sulla sicurezza sarebbero stati edulcorati o addirittura non condotti per non mostrarne il reale stato di fatiscenza”. Questo quanto sostiene l’accusa nell’alveo dell’inchiesta laterale partita a seguito del crollo del ponte Morandi nell’agosto 2018.

Nel corso delle indagini condotte dalla Procura di Genova, sono emersi anche elementi relativi allo stato di altri viadotti in cattivo stato di manutenzione sparsi per l’Italia, e, perciò, potenzialmente pericolosi. Le infrastrutture interessate sarebbero tre nel tronco di Genova, una in quello di Pescara e una in quello di Bari:

  • Viadotto “Gargassa” a Rossiglione (GE), autostrada A26 Genova – Gravellona Toce
  • Viadotto “Sei Luci” a nei pressi dell’uscita Genova ovest, autostrada A7 Milano – Genova
  • Viadotto “Pecetti” a Mele (GE), autostrada A26 Genova – Gravellona Toce
  • Viadotto “Moro” a Ortona (CH), autostrada A14 Bologna – Taranto
  • Viadotto “Paolillo” a Canosa (BAT), autostrada A16 Napoli – Canosa

Sono infatti scattati 12 avvisi di garanzia a seguito delle incongruenze trovate nella conduzione dei controlli: tra le persone coinvolte un dirigente di Autostrade per l’Italia e 11 fra manager e tecnici delle società delegate alla progettazione e alle manutenzioni.

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Nessuna delle infrastrutture finite sotto la lente di ingrandimento degli inquirenti, alcune con evidenti segni di abbandono e con perdita di calcinacci, è stata per ora chiusa o ha visto limitazioni nella circolazione. Da parte di Autostrade, invece, sono arrivate rassicurazioni circa la loro percorribilità in assoluta sicurezza. Da parte statale, tuttavia, sono attese ulteriori perizie della procura per accertare il reale stato dei viadotti.

Il Ministro delle Infrastrutture, Danilo Toninelli, afferma di aver “già fatto ispezionare i viadotti interessati e che farà in modo che i controlli in futuro siano reali”.

Daniele Mancin