La Pirelli si ribella: “Non vogliamo più piloti debuttanti”

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Pirelli (©Getty Images)

La Pirelli si ribella: “Non vogliamo più piloti debuttanti”

Mentre si prepara ad avviare lo sviluppo delle gomme da 18″ la Pirelli ha ricevuto l’ok dalla FIA dopo la richiesta formale di maggiori tutele a livello di qualità dei driver ammessi ai suoi test.

Già in passato il monofornitore della F1 si era appellato ai federali, facendo domanda di personale più qualificato, ma tutto era caduto nel vuoto e i giovani rampanti delle categorie minori avevano continuato a sborsare quattrini ai team pur di fare una breve apparizione su una F1.

Che cosa vorrebbe Pirelli

Avendo a disposizione appena 25 giornate da gestire a rotazione con tutte le scuderie in griglia, i tecnici avrebbero chiesto di poter contare su driver impegnati nel Circus e non più sugli inesperti, magari neppure troppo bravi, delle formuline, che spesso in questi anni non hanno saputo dare le indicazioni che invece avrebbero dovuto.

La direttiva

Raggiunta dal malcontento del produttore milanese, la Federazione ha inviato un documento formale alle scuderie invitate a impegnare nei test dedicati alle coperture “esclusivamente piloti che hanno maturato una esperienza significativa in F1, e con la raccomandazione di dare la precedenza ai titolari”.

Niente di particolarmente preoccupante per le squadre che dunque dovranno solamente chiedere alle loro line-up ufficiali di rimanere in pista un paio di giorni in più dopo i GP. In realtà, però, la vicenda potrebbe non essere così semplice da gestire. Alcune delle scuderie avrebbero già assegnato i giorni di test ai giovani piloti paganti desiderosi di accumulare chilometri per ottenere la super licenza.

Pur essendo solamente 2 le giornate aperte ai rookie in una stagione, diverse equipe da tempo avrebbero adottato la formula di accorpare alle prove dedicate dai deb, pure, quelle per lo sviluppo degli pneumatici per lasciare a riposo i driver titolari, ma soprattutto per fare un po’ di cassa, sempre piuttosto utile in quest’epoca.

Chiara Rainis