Adrian Newey: “Ecco perché non ho voluto lavorare con Schumacher”

Dietro il rifiuto una vecchia chiacchierata con Senna

Adrian Newey (Getty Images)

F1 | Adrian Newey: “Ecco perché non ho voluto lavorare con Schumacher”

Adrian Newey e la Ferrari si sono spesso rincorsi nella loro storia senza intrecciarsi mai. Il team più titolato della storia della F1, infatti, non è mai riuscito a mettere le mani su quello che da molti viene considerato il progettista più geniale degli ultimi 30 anni.

Nella sua autobiografia Newey ha dedicato proprio qualche passaggio a questa situazione: “Io e la Ferrari abbiamo parlato. Todt era appena arrivato dalla Peugeot come capo squadra. Quella fu la seconda volta che ho avuto un incontro segreto con la Ferrari, la prima fu nel 1985, quando a Maranello mi offrirono un lavoro come designer in IndyCar, cosa che stavano prendendo in considerazione in quel momento”.

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Il progettista della Red Bull poi prosegue: “Mi vennero a prendere in aeroporto e con discrezione mi portarono a casa di Todt, c’era anche Berger. Jean era alla ricerca di un nuovo direttore tecnico e mi ha fatto un’offerta davvero interessante. La conversazione è andata bene finché non è uscito fuori il nome di Schumacher“.

Newey ha poi spiegato cosa aveva contro Schumi: “Volevano sapere cosa pensassi di lui perché volevano prenderlo per il 1996. Era sicuramente un pilota da temere per i rivali, probabilmente il migliore, ma non avevo ancora dimenticato quanto detto da Senna. Lui era sicuro che Schumacher montasse il controllo di trazione sulla Benetton che era in realtà bandito. Sarebbe stato irrispettoso lavorare per Michael così presto dopo la morte di Ayrton”.

Infine il progettista ha così concluso: “Nel 2012 incontrai Montezemolo in Toscana, furono trattative serie. Luca voleva offrirmi l’intera Ferrari, avrei avuto auto da corsa, potevo vivere da star con uno stipendio mai visto prima, molto più del doppio che prendevo in Red Bull“. Nonostante ciò anche in quell’occasione Newey declinò l’offerta Ferrari.

In realtà dietro i tanti rifiuti anche una motivazione puramente logistica. Newey ha sempre lavorato per marchi che hanno sede in Gran Bretagna. La Ferrari lo avrebbe invece portato a Maranello, lontano dalla famiglia e gli affetti.

Antonio Russo