Valentino Rossi: “Pecco e Franco? Se mi arriveranno davanti mi darà fastidio”

Il Dottore ammette che vuole arrivare davanti ai propri ragazzi

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Valentino Rossi (Instagram)

MotoGP | Valentino Rossi: “Pecco e Franco? Se mi arriveranno davanti mi darà fastidio”

Valentino Rossi sta crescendo da qualche anno ormai alcuni giovani talenti italiani nella sua Academy e quest’anno due di questi: Franco Morbidelli e Francesco Bagnaia correranno contro di lui in MotoGP. Il 46 nella sua lunga intervista a “Che tempo che fa” ha raccontato del suo orgoglio nel vedere questi ragazzi crescere.

Il Dottore ha raccontato per prima cosa della sua amicizia con Brad Pitt: “Brad Pitt è un grande appassionato di moto e una volta disse che sarebbe voluto essere anche lui un pilota di moto come me e anche io dissi lo stesso di lui per tante cose che non sto qui a spiegare. Brad Pitt è uno dei miei attori preferiti quindi è stato un onore per me”.

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I giapponesi distruggono le moto

Valentino Rossi ha poi parlato delle moto che gelosamente conserva: “I giapponesi di solito le moto ne tengono una e le altre le schiacciano. Io provato un sacco di volte a capire perché. Gli ho detto datele a me, forse chissà non sanno più dove metterle. Io ho tutte le moto con le quali ho vinto i miei mondiali, tranne le Honda purtroppo. Le Yamaha però le ho tutte quindi ne ho 4″.

Il 46 ha poi continuato: “Ho una Yamaha anche in camera da letto. Per me è bello lavorare con i ragazzini, sono simpatici. Un paio dell’Academy quest’anno correranno contro di me. Se mi arriveranno davanti un po’ mi darà fastidio. Mi dà gusto stare con loro, è un modo per tenersi giovani, poi è molto più divertente allenarsi con loro”.

Infine Valentino Rossi ha concluso parlando ancora della sua adorata Academy: “Ci spingiamo tutti a migliorare. Mi piace molto è divertente. Pecco e Franco saranno miei avversari. Il modo di guidare cambia in base alla tecnologia che c’è sulle moto. Più passa il tempo, più c’è il grip, più si può piegare. Ora si guida più appesi rispetto a 20 anni fa”.

Antonio Russo