Delitto Yara Gambirasio: gli ultimi strazianti messaggi di mamma Maura

Yara Gambirasio
Yara Gambirasio (foto dal web)

Sono stati mandati in onda dalla trasmissione di Rete 4 Quarto Grado i messaggi che Maura Gambirasio ha registrato nella segreteria della figlia Yara dopo la sua scomparsa avvenuta il 26 novembre 2010. Il corpo della tredicenne venne ritrovato senza vita tre mesi dopo.

La tragedia di Yara Gambirasio ha sconvolto l’Italia intera. Quello di Yara, la bambina di 13 anni ritrovata morta il 26 febbraio 2011, dopo essere scomparsa la sera del 26 novembre 2010, è uno dei casi di cronaca nera italiana più rilevanti. Per il suo omicidio è stato condannato all’ergastolo un muratore 44enne di Mapello, Massimo Giuseppe Bossetti, rintracciato dopo l’esame del DNA ritrovato sul corpo della vittima. La trasmissione di Rete 4 Quarto Grado ha mandato in onda gli ultimi messaggi strazianti inviati dalla madre a Yara durante la sua scomparsa. Il telefono della ragazza risultava essere sempre spento, ma mamma Maura ha continuato a chiamare e registrare messaggi sulla segreteria del telefono della figlia senza perdere la speranza.

Maura alla segreteria di Yara: “Ti voglio tanto bene, ti stiamo aspettando tutti”

Sono messaggi di speranza e di dolore quelli di Maura Gambirasio, la madre di Yara, la ragazzina di tredici anni scomparsa nella serata del 26 novembre 2010 a Brembate di Sopra (Bergamo). Maura subito dopo aver perso le tracce della figlia ha provato a contattare la tredicenne, ma il suo telefono risultava spento e la donna ha lasciato dei messaggi in segreteria nella speranza che Yara potesse sentirli una volta acceso il telefono. “Ciao amore – diceva Maura alla segreteria del cellulare di Yara- sono la mamma. Ti voglio tanto, tanto, tanto bene. Torna presto” e ancora “Yaroppi, ciao, sono la mamma. Ti voglio tanto bene e ti voglio dire che ti stiamo aspettando tutti”. Sono messaggi commoventi di una madre che nonostante il telefono risulti risultasse spento da giorni e di Yara non si avevano notizie registrava in segreteria: “Ciao, amore, ciao, sono la mamma. Cerca di essere forte, cucciola. Ti prego, stiamo aspettando tanto. Ti ho comperato le tue caramelle. Quando torni a casa, te le faccio mangiare tutte in una sola volta. Io ti amo tanto, amore. Cerca di resistere. Ti vogliamo tanto, tanto bene, cucciola. Ciao, amore“. Quello di Maura era diventato come un rito giornaliero in cui raccontava alla figlia anche piccoli istanti di quotidianità che la facevano sentire vicina a Yara, ormai scomparsa da settimane: “Amore, ciao, sono io. Scusa, ho fatto tardi, ma oggi è stata una giornataccia. Voglio venire dove sei tu. Voglio stare con te, amore…Mi manchi tanto. Amore, dove sei? Dove sei, cucciola? Amore, dove sei? Torna a casa. Amore… voglio stare con te. Ciao amore. Ciao, amore mio“. Le indagini degli inquirenti per rintracciare la ragazza proseguivano senza sosta e Maura voleva tenere aggiornata Yara raccontandole: “Ciao, amore. Sai, oggi ci hanno restituito i computer. Spero di riuscire a vedere la tua cartella con le tue foto, amore. Poi il papi oggi ha fatto le prove come se fosse un agente segreto da don Corino, perché domani viene una persona che dice di avere delle notizie da darci. Gli hanno messo il giubbotto e il microfono nascosto”. “Penso sempre a cosa starai pensando a cosa starai facendo, non credere che ti abbiamo abbandonato amore, assolutamente. La nostra vita si è fermata a quel 26 novembre amore. Ti stiamo aspettando tanto, ti prego abbi coraggio”. Gli appelli e le decine di messaggi da parte dei genitori della ragazza aumentavano, ma le indagini non arrivavano ad una svolta e di Yara non si aveva traccia. La madre poi speranzosa di poter riabbracciare la figlia le disse di averla iscritta al liceo che avrebbe dovuto frequentare l’anno seguente, ma Yara non sentirà mai quei messaggi. A tre mesi esatti dalla sua scomparsa un aeromodellista ha rinvenuto il corpo senza vita della ragazza in un campo aperto a Chignolo d’Isola, un piccolo comune in provincia di Bergamo a pochi chilometri da Brembate. Dall’autopsia effettuata sulla salma della tredicenne è emerso che Yara è morta a seguito di un’aggressione il giorno stesso della scomparsa, il 26 novembre 2010. Il suo telefono a cui Maura aveva mandato quei messaggi strazianti e colmi di speranza non è stato mai più ritrovato dagli inquirenti.

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