24 Ore Daytona, Alonso: “Adesso sono nella storia”

Fernando Alonso (©Getty Images)

24 Ore Daytona | Alonso: “Adesso sono nella storia”

Scattato dalla sesta posizione in griglia, questo weekend, Fernando Alonso si è reso protagonista di un’impresa che di certo lo proietterà nell’Olimpo dei grandissimi del motorismo mondiale. A pochi mesi di distanza dal successo conquistato alla 24 Ore di Le Mans con la Toyota, l’ex driver di F1 ha lasciato il segno anche in un’altra gara endurance, forse meno prestigiosa ma non meno complicata.

A rendere dura la vita al Samurai, ci ha pensato infatti, la pioggia, caduta copiosa sul tracciato di Daytona, tanto da costringere la direzione a sventolare la bandiera rossa quando davanti a tutti c’era la Cadillac #31 di Felipe Nasr. Ed è proprio alla ripartenza che l’equipaggio Cadillac Wayne Taylor Racing formato oltre che dall’asturiano, da Kamui Kobayashi, Renger van der Zande e Jordan Taylor ha preso il comando andando ad aggiudicarsi la corsa.

E’ meraviglioso. E’ stata un’esperienza incredibile con questa squadra dai test fino alla gara. Veramente un’esecuzione perfetta“, ha commentato estasiato lo spagnolo alla NBCSN. “Abbiamo avuto condizioni diverse, ma ci siamo dimostrati competitivi sempre, sull’asciutto, sul bagnato, di notte e di giorno. Sono molto contento per tutti i ragazzi”.

Questa vittoria si colloca molto in alto nella mia personale classifica. Trionfare in questo tipo di competizione di durata in un posto tanto iconico ha un forte significato. Avendo zero esperienza e background alle spalle, se non lo scorso anno, è qualcosa di grandioso. Ero decisamente al posto giusto, al momento giusto. Ne sono felice“.

Felice e scherzoso una volta terminata la lunga maratona il boss Taylor, che sorridendo ci ha tenuto a ricordare: “Sono un po’ deluso, perché ora mio figlio Jordan ha vinto il mio stesso numero di 24 Ore e non avrei voluto!“. Poi tornando serio ha considerato: “Non ho parole. Tutto è andato alla perfezione. Ci sono voluti 9 mesi per convincere Alonso a venire! Adesso non posso che ringraziare il CEO McLaren Zak Brown per averlo reso possibile“.

Chiara Rainis