Bimbo nel pozzo, minatori sdraiati e in ginocchio per salvare Julen

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Si scava senza sosta per salvare Julen, ma sorge un nuovo problema

Bimbo nel pozzo, minatori sdraiati e in ginocchio per salvare Julen

Sono otto i minatori oggi che stanno lavorando per arrivare al piccolo Julen, il bambino che è caduto nel pozzo più di dieci giorni fa; si continua a scavare a mano lungo la galleria orizzontale di 4 metri per arrivare alla zona dove si crede che si trovi il bambino vittima di questa terribile tragedia. Mancano solo due metri e mezzo e i soccorritori procedono a turni: due persone si calano alla volta per non più di 35 minuti: lavorano in un ambiente privo di luce e aria, sdraiati o in ginocchio. Non è di certo un’impresa facile ma ce la stanno mettendo tutta, sono oramai undici giorni che lavorano senza sosta per arrivare al piccolo Julen con la speranza di trovarlo vivo.

I materiali che le squadre di soccorso stanno trovando sono estremamente difficili, dei veri e propri ostacoli e, secondo Martin, ogni volta sono necessarie ore per superare questi ostacoli. I minatori devono fare piccoli buchi, salire in superficie e poi essere sollevati dagli esperti della Guardia Civil, che introducono materiali esplosivi che poi procedono all’esplosione. Ciò richiede un tempo di un’ora e mezza a cui vengono aggiunti altri trenta minuti per evacuare l’aria inquinata. La foratura della galleria è la parte più pericolosa di questo salvataggio, in cui i minatori scendono in coppia ogni 40 minuti. All’impresa stanno partecipando otto vigili del fuoco.