Autovelox, Cassazione: “Sta agli enti accertare taratura e segnalazione corrette”

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Autovelox, Cassazione: “Sta agli enti accertare taratura e corretta segnalazione”

Un duro colpo arriva da parte della Corte di Cassazione con l’ordinanza n. 1661/19 pubblicata ieri 22 gennaio.

Parliamo di verbali per eccesso di velocità elevati per mezzo degli autovelox: apparecchi che dovrebbero essere installati per tutelare la sicurezza di tutti gli utenti della strada, ma che spesso e volentieri finiscono solo per essere una voce di bilancio sempre più rilevante per le pubbliche amministrazioni.

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Come riportato da Giovanni D’Agata sullo Sportello dei Diritti, la Corte di Cassazione ha ribadito con questa ordinanza gli obblighi da parte degli enti nei confronti degli automobilisti nel momento in cui viene emesso un verbale.

In primo luogo sta all’ente accertatore dell’infrazione dimostrare, tramite spiegazione sul verbale e tramite le procedure di legge, la presenza di una segnaletica a norma atta ad avvertire in sicurezza e col dovuto anticipo della presenza di autovelox.

In seconda istanza, è dovere dell’ente verificare periodicamente la taratura degli apparecchi di misurazione della velocità, anche in sede di ricorso, pena il decadimento della sanzione.

Il caso

Un automobilista aveva presentato ricorso ad una contravvenzione per eccesso di velocità “elevata” dall’autovelox: prima presso il Giudice di Pace di Parma e e successivamente in appello presso il Tribunale della stessa città.

Rigettato in entrambe le sedi, la questione è arrivata sul tavolo della Corte di Cassazione, la quale ha ribadito il dovere da parte delle amministrazioni di dimostrare la presenza di segnaletica a norma e di presentare, in sede di ricorso, la documentazioni che attesti la periodica verifica della taratura degli apparecchi. “Capita sovente che una volta assegnato l’appalto, le tarature non siano verificate per anni” spiega Giovanni D’Agata, presidente della ONLUS Sportello dei Diritti. “Le verifiche andrebbero condotte almeno ogni sei mesi, e comunque spetta agli enti accertatori presentare in sede di ricorso degli automobilisti, l’idonea documentazione che attesti il corretto funzionamento delle apparecchiature”.

Va da sé – conclude D’Agata – che nel caso manchino questi requisiti, i verbali elevati sono nulli, e invito gli utenti della strada a far valere i propri diritti”.

Daniele Mancin