ESCLUSIVA, Gabriele Tarquini: “Valentino Rossi perfetto per il WTCR”

Intervista esclusiva a Gabriele Traquini

Gabriele Tarquini (Facebook)

WTCR | ESCLUSIVA, Gabriele Tarquini: “Valentino Rossi perfetto per il WTCR”

Troppo spesso la F1 ruba la scena al resto del motorsport. Noi di Tuttomotoriweb.com abbiamo avuto il piacere e l’onore di intervistare un’autentica leggenda come Gabriele Tarquini. Il driver abruzzese è fresco vincitore del neonato campionato WTCR dove ha limato il suo precedente record di pilota più anziano capace di vincere un campionato mondiale della FIA. Tarquini, infatti, ha tagliato questo prestigioso traguardo a 56 anni e punta nella prossima stagione a replicare. Nel suo palmares vanno segnalati anche un mondiale kart nel 1984, un campionato WTCC nel 2009 e bene 78 GP (di cui 38 partenze) di F1 disputati.

Come nasce la tua passione per i motori?

La mia passione nasce da molto lontano, da quando avevo 5 anni perché mio papà prese in gestione una pista di kart di Giulianova e da lì ho cominciato a guidare i primi kart ed è stata tutta la mia vita.

A quale auto ti sei maggiormente legato?

Le auto più belle da guidare di solito sono sempre le ultime perché nel corso degli anni c’è l’elettronica che avanza, le macchine si guidano sempre meglio, sono più efficienti, più efficaci. Quindi dico che la Hyundai i30 N TCR è stata la migliore che ho guidato.

Ha guidato per tanti anni per l’Alfa Romeo, cosa ne pensi di questo nuovo loro coinvolgimento in F1?

Parlare di ritorno dell’Alfa mi sembra un po’ esagerato. Io non sono d’accordo nel mettere un adesivo e con questo dire che rifanno ancora le corse. L’Alfa purtroppo ha interrotto le corse tanti anni fa e non è mai rientrata ufficialmente. Secondo me non basta attaccare un adesivo per dire di essere tornati. Io sono molto molto scettico al riguardo di tutta l’operazione che è stata fatta perché non rappresenta lo spirito sportivo dell’Alfa. Ha fatto sempre le gare, ha vinto campionati e mi piange il cuore a vederla in Sauber.

Quando hai capito di poter vincere il titolo?

Quest’anno è stata dura sino all’ultima curva dell’ultimo giro perché nella nostra Formula il campionato è molto serrato e non c’è stata possibilità di scappare, anche perché con le penalità durante l’anno è fatto in modo che alla fine eravamo in 7 che potevamo vincere all’ultima gara. Quindi seppur con un lieve vantaggio su Muller, alla fine potevamo vincere solo io e lui, ma comunque ho conquistato il titolo per soli 3 punti, quindi non si è mai realmente sicuri sino alla bandiera a scacchi.

Tu hai 56 anni, Rossi in MotoGP ne ha 40, lo stesso Raikkonen. Possiamo dire che c’è un po’ un ritorno al passato quando i piloti estendevano la propria carriera?

No in linea generale l’età media si è abbassata in tutti gli sport. Si comincia molto prima, si arriva al vertice molto prima e la vita sportiva termina prima. Diciamo che ci sono delle eccezioni e quelle che hai elencato tu sono delle eccezioni. Nella normalità e nella media non c’è un ritorno al passato. Il mio segreto è la passione che non si è mai spenta, ma ho anche avuto la fortuna di essere sempre in salute, di essere veloce, di poter utilizzare la mia grande esperienza. Non mi sento un super uomo da questo punto di vista.

Quale è stata l’emozione più forte della tua carriera?

Fortunatamente ne ho avute di belle. Il primo titolo nei kart ormai risale a diversi anni fa però è stata una bella iniezione di fiducia, parliamo del 1984. Poi ho rivinto il titolo nel 2009, quindi 35 anni dopo il primo titolo e poi quest’anno. Direi che i miei 3 titoli mondiali e il punto fatto al GP del Messico in F1 racchiudono un po’ gli highlights della mia carriera.

Cosa ne pensi del cambio al vertice in Ferrari?

Diciamo che Arrivabene lo conosco da tanto tempo. Lui è uno che frequenta la F1, in particolare la Ferrari da tanto tempo, addirittura da quando io ero in F1. Quindi parliamo di 30 anni fa e mi ero stupito che fosse in grado di dirigere una cosa complicata come la Ferrari. Dirigere la Ferrari è un’impresa ardua per tutti e quando ho visto la sua nomina dopo Domenicali mi sono meravigliato, poi sinceramente i risultati sono andati anche oltre le mie aspettative sulla nuova gestione tecnica, perché poi alla fine l’anno scorso il mondiale se lo sono giocato e io penso che la sconfitta nella corsa al titolo gli sia costato il posto perché credo che lui è come l’allenatore di calcio. Lui è il primo a pagare. L’ambiente che si è creato l’anno scorso intorno ai piloti non è stato il massimo.

Spesso Valentino Rossi ha parlato di voler continuare la propria carriera correndo nelle quattro ruote. Pensi possa dire la sua nel WTCR?

Si l’ho detto anche in un’altra occasione. Lui è appassionato di Rally, ma credo si sia reso conto che il Rally è una disciplina particolare dove conta tanto l’esperienza, dove anche un pistaiolo fa fatica. Io vedendo il suo talento per le 4 ruote credo che potrebbe venire nel nostro campionato. Il nostro è un campionato in ascesa e credo sarebbe perfetto per il nostro campionato e anche forse per lui perché potrebbe cogliere tante soddisfazioni. Perché rimane un vecchio pilota di moto, però guardando anche l’età media di chi vince e chi battaglia in WTCR avrebbe ancora la speranza di fare una lunga carriera.

Spesso i media si concentrano solo sulla F1, cosa pensi si possa fare per valorizzare le altre categorie del motorsport come il WTCR?

La F1 fagocita tanto l’interesse degli amanti del motorsport e soprattutto noi in Italia abbiamo la Ferrari che da questo punto di vista è il bene e il male. Perché da un lato fa piacere avere una squadra storica che compete e vince da anni, però dall’altro lato fagocita l’interesse dei media, degli sponsor, degli addetti ai lavori e quindi è chiaro che preclude anche a tanti piloti di affacciarsi su questo palcoscenico. Nella mia epoca c’erano tantissimi piloti italiani in F1, mentre ora no. Una secondo me delle cause è anche la Ferrari.

Cosa vuole fare Gabriele Tarquini da grande?

Continuare sperando di restare al vertice. So che rivincere il campionato sarà un’impresa ardua. So che ho una squadra eccezionale, so di avere tutto intorno che funziona bene. Vincere è sempre una combinazione di tanti fattori. L’anno prossimo però mi piacerà difendere il titolo con il numero 1 sulle portiere, mi piacerà battagliare ancora dopo tanto tempo per qualcosa di importante. Il mio obiettivo resta quello di restare tra i protagonisti perché vincere so che è sempre complicato.

Antonio Russo