Griglia F1 (©Getty Images)
F1 | Ecco quante tasse devono pagare i team del Circus
Come tutti noi umili lavoratori anche il lustrinato mondo della massima serie a quattro ruote è chiamato a pagare le tasse. Secondo la riforma del regolamento effettuata nel 2013 la quota di iscrizione che ogni scuderia deve alla FIA varia a seconda dei punti ottenuti nella stagione precedente.
Ogni campionato il costo aumenta in base all’Indice dei prezzi al consumo negli Stati Uniti, ciò sta a significare che per il 2019 tutte le squadre saranno tenute a sborsare una tassa base di 546.133 dollari, più un tot extra a seconda della posizione in cui hanno chiuso il mondiale 2018.

La Mercedes ad esempio dovrà tirare fuori 6553 dollari per punto, mentre gli altri  5459 dollari per punto. Addirittura nel famoso 2016 della lotta fratricida tra Hamilton e Rosberg, culminata con il successo finale di quest’ultimo, l’equipe di Stoccarda si è trovata davanti ad un conto super salato di oltre 5,25 milioni di dollari per partecipare alla stagione 2017.

Adesso grazie al risveglio della Ferrari che in qualche modo ha spezzato il suo dominio il team tedesco ha potuto tirare un po’ il fiato anche se ad aspettarla ci sono sempre 4,8 milioni di dollari da pagare e ben 5 concorrenti supereranno il milione di tasse.

Ecco la lista completa:

Mercedes – 4,838,348 dollari

Ferrari – 3,663,222 dollari

Red Bull – 2,833,454 dollari

Renault – 1,212,131 dollari

Haas– 1,053,820 dollari

McLaren – 884,591 dollari

Force India – 830,001 dollari

Alfa Romeo Sauber– 808,165 dollari

Toro Rosso – 726,280 dollari

Williams – 584,346 dollari

In attesa di incassare tutti questi quattrini, la F1 intanto festeggia con il feedback positivo a livello di ascolti. I telespettatori sono cresciuti del 10% rispetto al 2018, toccando i 490,2 milioni di utenti unici. Il GP di Monaco, come sempre o quasi, è stato il più seguito con 110 milioni complessivi di fan davanti allo schermo.

Il numero di persone che ha ammesso di non perdersi mai una gara è passato da 503 milioni del 2017 a 506. 250 milioni di questi sono under 35. Il 62% invece è under 45. In questo modo è diventata la terza disciplina sportiva mondiale con maggior seguito.

Chiara Rainis