Bimbo nel pozzo: ecco l’ultimo tragico aggiornamento

Bimbo nel pozzo
Le squadre di soccorritori impegnate nella ricerca del piccolo Julen (Getty Images)

A pochi metri, solo 27, da Julen il bimbo caduto nel pozzo domenica scorsa, i soccorritori incontrano un altro ostacolo. Si teme per la vita del piccolo, le speranze di ritrovarlo vivo diminuiscono di ora in ora.

Il mondo è con il fiato sospeso nell’attesa di qualche riscontro da parte dei soccorritori sopraggiunti sul luogo in cui il piccolo Julen Rosello è caduto in un pozzo profondo 100 metri. A Malaga, in Spagna, domenica scorsa il bambino di soli due anni è precipitato in un profondissimo pozzo senza dare da allora più segni di vita. I soccorsi sono stati repentini e circa 300 persone si stanno impegnando nel recupero del piccolo. La larghezza del pozzo, di soli 25 centimetri, ha reso impossibile l’immediato recupero del bambino, per questo motivo sul luogo del tragico incidente è stato installato un vero e proprio cantiere. Gru e ruspe si sono messe subito a lavoro per creare un tunnel parallelo grazie al quale raggiungere il piccolo Julen, che si troverebbe ad una profondità di 72 metri.  L’impresa però, già di per sé molto difficile, ha incontrato diversi ostacoli a causa del maltempo e della conformazione rocciosa del terreno: l’ultimo risale a questa mattina.

Gli aggiornamenti di questa mattina: le speranze diminuiscono

Le operazioni di recupero che hanno impegnato centinaia di soccorritori stanno trovando diversi ostacoli. Dopo aver creato una capsula di metallo con cui far scendere i minatori per recuperare il piccolo, bisognava terminare i lavori di scavo di un tunnel parallelo a quello in cui si troverebbe il piccolo Julen. Ma la conformazione del terreno sta rendendo il tutto impossibile. Una ruspa che scavava in orizzontale, alla base della collina in cui si trova il pozzo, è stata costretta a fermarsi a causa di un masso troppo duro, ed i lavori di scavo, al momento, sono portati avanti esclusivamente da una “talpa” verticale. Le operazioni hanno quindi subito un drastico rallentamento, allungando il tempo necessario per raggiungere il piccolo che prima era stimato in 12/15 ore. Nonostante ciò i soccorritori non demordono: una volta completato lo scavo, entreranno i minatori che a mano abbatteranno la parete di circa 4 metri che li separa dal piccolo Julen. L’ingegnere a capo dell’operazione, Garcia Vidal, ha detto: “Lo tireremo fuori, è come se Julen fosse figlio di tutti”. Intanto, le speranze di ritrovarlo vivo diminuiscono sempre di più, ormai il piccolo è imprigionato nel cunicolo da giorni ed i soccorritori non riescono a stabile un contatto vocale con lui da molto tempo.