Nadia Toffa liquida gli haters: “Pochi mesi di vita? Andrò al mare”

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La ‘iena’ Nadia Toffa disse: “Con pochi mesi di vita mollerei tutto ed andrei al mare”. È la risposta migliore agli haters

Con pochi mesi di vita, Nadia Toffa non ha dubbi su ciò che farebbe. Riscopriamo le parole dette per battere il cancro e gli haters.

La presenza costante sui social network da parte di Nadia Toffa comporta purtroppo dei risvolti anche non piacevoli. Infatti il cercare di dare speranza ed ottimismo ad altre persone che come lei hanno a che fare con un tumore sembra non andare giù ad alcuni utenti. Che possiamo annoverare nella folta categoria degli haters. Almeno una volta a settimana alla Toffa capita di dover rispondere a muso duro a chi le dice che “ha rotto con la storia della malattia”. C’è addirittura che le augura di morire. Lei, riguardo al male che l’ha colpita nel dicembre del 2017 – e che poi si è rimanifestato a marzo dello scorso anno – ha dichiarato che il suo intento, una volta presa consapevolezza della malattia, era stato quello di infondere coraggio negli altri. Nadia Toffa ha provato a mutare questa situazione in una “opportunità per riuscire a conviverci”, come ebbe a dire un pò di tempo fa. E su questa cosa ha scritto anche un libro, ‘Fiorire d’inverno’, in cui le sue parole sul cancro sono state travisate. “Mai detto che si tratti di un dono. Ma è un qualcosa che ti fa vedere la vita da una prospettiva diversa”. Ed agli haters a novembre rispose così: “Se avessi pochi mesi di vita mollerei tutto ed andrei al mare”.

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Nadia Toffa, la consapevolezza come arma per farcela

Sempre riguardo alla malattia, c’era stata una intervista concessa a ‘Il Corriere della Sera’ sulle motivazioni che l’avevano portata a comporre quel libro. “Quando con la determinazione ottieni sempre tutto, non sei preparata alla accettazione di un limite. Quando scrivi un libro come il mio ci metti dentro tutta te stessa, parlandone è venuta fuori la mia natura più estroversa e ho deciso (inconsciamente, ma è un segnale) di far prevalere un messaggio positivo. Purtroppo non tutti hanno colto, e ci sta che la mia comunicazione non sia stata immediatamente comprensibile, che per me non è il cancro a essere un dono, ma è una sfiga che ho saputo trasformare in un dono, cioè la forza che ha saputo tirarmi fuori”.

La Toffa prosegue: “Ho cercato di trasformare quest’accidente che ovviamente mai e poi mai avrei voluto, in un’opportunità per riuscire a conviverci. Se fosse così non avrei fatto operazioni chirurgiche, chemioterapia e radioterapia che sono le armi principali per combattere la maggior parte dei tumori, questo l’ho ripetuto mille volte. Il messaggio non era ‘se non ti impegni abbastanza non guarisci’. E se c’è stata una diversa interpretazione di ciò che ho detto è perché non mi sono espressa in modo sufficientemente chiaro, le parole a volte sono limitanti: io non credo di avere chissà quali risorse però sono riuscita a rovesciare l’ottica della malattia per vederci un’opportunità. Non sconfiggerlo, che è un’altra cosa purtroppo, ma provare a combatterlo anche in un’altra maniera, diciamo di lavorarlo ai fianchi”.

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