Vendevano cadaveri per 200 euro: scattano decine di arresti

Carabinieri
Carabinieri (Getty Images)

Le forza dell’ordine sono riuscite a smantellare una vera e propria organizzazione criminale che aveva il controllo delle camere mortuarie dei due più grandi Ospedali di Bologna e che avevano monopolizzato il servizio di pompe funebri.

I Carabinieri, alle prime luci dell’alba hanno sgominato una organizzazione criminale formata da due agenzie di pompe funebri che controllavano le camere mortuarie dell’ospedale Maggiore e del policlinico Sant’Orsola di Bologna, riuscendo a monopolizzarne i servizi funebri. L’operazione si chiamava “Mondo Sepolto” e ha portato all’individuazione di diversi indagati, 8 infermieri accusati di ricevere dai 200 ai 250 euro per ogni salma e di 5 ditte. Le indagini sono state portate avanti dal reparto operativo e dal nucleo Investigativo e della Compagnia Bologna centro, coordinate dalla Procura della Repubblica di Bologna, i quali hanno scoperto qualcosa di agghiacciante. Il racket del caro estinto, un giro d’affari milionario, secondo gli inquirenti veniva portato avanti da alcune agenzie di pompe funebri coadiuvate da operatori sanitari che inducevano le famiglie dei defunti a contattare sempre le stesse ditte per occuparsi del funerale del defunto. Le agenzie sarebbero la Rip service s.r.l. e la Cif s.r.l. rispettivamente di Massimo Benetti Giancarlo Amaroli, quest’ultimo tra i tanti incarichi ricoperti sarebbe anche amministratore delegato della Bologna Servizi Cimiteriali, società partecipata del Comune di Bologna.

L’inchiesta e il ruolo degli operatori sanitari

I Carabinieri hanno ricostruito la struttura dell’organizzazione, ritenendo che gli infermieri agganciavano le famiglie dei defunti e li mettevano in contatto con i referenti delle varie agenzie di pompe funebri, consigliando sempre le stesse perché da loro ritenute più economiche o efficienti. Venivano poi forniti dettagli e i clienti venivano indirizzati negli uffici per le pratiche. A capo dell’organizzazione ci sarebbero i rappresentati delle due ditte, ora sotto inchiesta, che dividevano i compiti e spartivano gli utili, “premiando” anche gli infermieri con 200 euro per salma.

Come se non bastasse le salme venivano anche oltraggiate. In un’intercettazione, un indagato dice infatti: «Ho un filmato dove lui mette una buccia di banana in mano ad un morto…». Da un’altra intercettazione si sente una infermiera che racconta al proprio compagno di aver sottratto dei beni ad un defunto: «Amò…ho trovato due anelli (…), l’ho messi già in borsa… però non so se è oro...». Gli investigatori hanno disposto per gli amministratori delle due società coinvolte un sequestro di 5 immobili, 35 locali di sedi societarie e di circa 75 veicoli per un valore complessivo di 13 milioni di euro. Secondo il Gip che si sta occupando del caso le persone coinvolte sono accusate a vario titolo di associazione per delinquere finalizzata alla corruzione, corruzione di incaricato di pubblico servizio, riciclaggio e violazioni connesse alla responsabilità amministrativa degli enti. Il Gip ha, dunque, disposto 43 perquisizioni ed emesso 30 provvedimenti; al momento sono 9 gli arrestati che sono stati accompagnati in carcere, per 18 sono scattati i domiciliari, mentre per 3 persone è stata disposta l’interdizione dall’attività imprenditoriale; per eseguire le misure tra le province di Bologna, Ferrara, Gorizia, Modena e Rimini sono stati impiegati circa 300 Carabinieri.