Bimbo muore la Vigilia di Natale, ma il suo ultimo desiderio si è avverato

Bailey Cooper
Bailey Cooper con il fratello Riley e la sorellina Millie (foto dal web)

Ha smesso di battere il cuore del bambino di 9 anni, affetto dal linfoma non Hodgkin, che aveva resistito al cancro in tempo per vedere nascere la propria sorellina.

Una commovente storia quella di un bambino di 9 anni inglese che ha combattuto per diverso tempo il cancro. A tenerlo vivo e sconfiggere per mesi quella che è considerata la “malattia del secolo” non sono state soltanto le cure, ma la voglia di vedere nascere la propria sorellina che la madre portava in grembo. Bailey Cooper, il bambino di 9 anni affetto da linfoma non Hodgkin, dopo aver assistito alla nascita della sorellina per la quale ha scelto il nome, è morto il giorno della vigilia di Natale.

Bailey, il bambino di 9 anni che ha resistito al cancro per conoscere la sorellina

Una straordinaria forza di volontà ha tenuto in vita un bimbo di 9 anni, originario del Gloucestershire, contea del sud del Regno Unito, che voleva a tutti i costi veder nascere la propria sorellina. A Bailey, affetto da tempo dal linfoma non Hodgkin, un tumore che colpisce le cellule del sistema immunitario, i medici ad agosto avevano detto che poteva sopravvivere solo qualche giorno o qualche settimana. Il più grande desiderio del bambino era però quello di conoscere la sorella Millie, nata a fine novembre; nonostante la diagnosi dei sanitari, ce l’ha fatta ed è riuscito a abbracciarla prima che il suo cuore si fermasse nel giorno della vigilia di Natale. Secondo quanto riferito dalla redazione del Bristol Post, il bambino è morto in ospedale, dove era stato ricoverato qualche giorno prima, assistito dai genitori. “Non pensavamo –spiega commossa la madre Rachelche avrebbe resistito così a lungo, ma era determinato ad incontrare Millie. Alla fine di novembre lei è nata. L’ha abbracciata e ha fatto tutto quello che un fratello maggiore avrebbe fatto: cambiarla, lavarla, cantarle“. La prima diagnosi della malattia era arrivata nel 2016 e l’anno successivo il bambino si era sottoposto, secondo quanto riportato dal quotidiano britannico, ad un trapianto di cellule staminali. Le cure, però, non hanno impedito alla patologia di giungere al quarto stadio e spezzare la vita del piccolo dopo mesi di dura battaglia. Un dolore immane quello della famiglia di Bailey che nel suo ultimo incontro di famiglia ha detto: “Vi permetto- racconta il padre Lee di piangere per 20 minuti, poi prendetevi cura di Millie e Riley (il secondogenito di 6 anni)”.