Ritorno al futuro Ferrari: Binotto come Todt per vincere

Si riparte dalla pista

Jean Todt e Mattia Binotto (Getty Images)

F1 | Ritorno al futuro Ferrari: Binotto come Todt per vincere

Era il 1988, Enzo Ferrari si spegneva lasciando un enorme vuoto all’interno della Scuderia. Da quel momento in poi in casa FIAT si decise di mettere qualcuno a capo della squadra per gestirla e dirigerla. Nel succedere al Drake a suo tempo arrivò Pier Giorgio Cappelli, proveniente dal Centro ricerche FIAT.

Dopo fu il turno di Cesare Fiorio, che sfiorò il titolo piloti con Prost riportando la Ferrari su buoni livelli. Al suo posto arrivò poi Sante Ghedini che in un biennio non riuscì a portare risultati di particolare spicco. Nel 1993 a capo della gestione sportiva arrivò così Jean Todt, uomo di pista come Fiorio.

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L’Era d’oro Jean Todt

Il francese arrivava da una lunga gavetta nei rally dove era stato prima navigatore e poi direttore sportivo del team Peugeot. In un primo momento l’arrivo di Todt fu accolto in malo modo dalla stampa nazionale e internazionale. Negli anni successivi l’operato del francese fu messo più volte in discussione, tanto che Schumacher fu costretto a minacciare di andare via qualora fosse saltato il tecnico francese.

Dopo il primo ritiro di Michael Schumacher, Jean Todt decise di svincolarsi lentamente dalla Ferrari così da poter diventare presidente della FIA. Al suo posto, anche per dare una certa continuità fu messo Stefano Domenicali. Il manager imolese nonostante una laurea in Economia e Commercio arrivò a ricoprire tale ruolo dopo aver masticato per anni la pista in vari ruoli all’interno della scuderia.

Nel 2014 Domenicali rassegnò le dimissioni dopo due titoli mondiali sfiorati con Alonso. Al suo posto arrivò Marco Mattiacci, altro dirigente esperto di economia che è rimasto in carica solo per pochi mesi prima della nomina di Maurizio Arrivabene, uomo Philip Morris, capace nel gestire i rapporti di Ferrari con gli sponsor.

Dopo l’ultimo biennio senza titoli nonostante una vettura competitiva al posto di Arrivabene, notizia di oggi, è stato messo a capo della Ferrari, l’ingegnere Mattia Binotto, l’uomo della recente rinascita della Rossa in termini di prestazioni. Un filo rosso collega Binotto a Todt, entrambi, infatti, sono arrivati a capo della Rossa come uomini di pista. La speranza per tutti i tifosi del Cavallino Rampante è che la gestione dell’italiano sia vincente quanto quella del francese.

Antonio Russo