Reddito di cittadinanza, come fare per ottenerlo

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Il reddito di cittadinanza sarà presto realtà: come fare per averlo

Tra poco entrerà in vigore il reddito di cittadinanza, una misura che contrasterà povertà e disoccupazione per Di Maio. Come fare per richiederlo.

Il reddito di cittadinanza ha rappresentato un cavallo di battaglia del Movimento 5 Stelle. Ora è diventato una realtà consolidata, che dovrebbe entrare in vigore dal prossimo mese di marzo, assieme al provvedimento per le pensioni denominato ‘Quota Cento’. Si tratta di misure volte a contrastare la povertà e la disoccupazione. A farne richiesta possono essere tutti i cittadini italiani e gli extracomunitari muniti di regolare permesso di soggiorno nel nostro Paese da almeno 10 anni. Bisogna poi avere un reddito Isee non superiore ai 9360 euro all’anno (6mila per coloro che vivono da soli) e con patrimonio immobiliare con prima casa non superiore ai 30mila euro. Ci sono anche altri paletti, come entrate finanziarie che non dovranno superare i 6mila euro – oppure i 10mila se si hanno dai 2 figli a salire – ed il divieto a possedere auto con cilindrata più alta di 1600 o imbarcazioni. Poi i figli a carico devono avere meno di 26 anni.

Reddito di cittadinanza, cosa c’è da sapere

Sono esclusi dal reddito di cittadinanza coloro che hanno rassegnato volontariamente le dimissioni dal lavoro, detenuti e lungodegenti in ospedali e strutture pubbliche. Poi, dopo aver rifiutato per un massimo di due volte nel giro di 12 mesi un lavoro trovato presso i Centri dell’impiego si perde ogni diritto. Tutte misure per impedire ai disonesti di poter approfittare di questo importante sussidio statale. Il governo Conte stima che coloro che dovrebbero beneficiare di questa misura saranno all’incirca un milione e 700mila famiglie, con circa 4 milioni e 900mila persone interessate. A disposizione ci sono 6,1 miliardi di euro, dei quali un miliardo servirà per riformare e rilanciare i Centri per l’impiego. Si tratta di soldi derivati da finanziamenti della Ue, con la quale ogni divergenza sembra essere appianata. Una volta finite queste risorse, ci sarà una rinegoziazione degli assegni inoltrati ai percettori, tenendo conto delle risorse a disposizione del governo.

Senza i giusti requisiti il reddito di cittadinanza si perde

Gli aiuti statali oscilleranno, nelle previsioni dell’Esecutivo, tra i 280 ed i 500 euro a famiglia o singolo cittadino in base alla situazione, tra Isee ed altri parametri. La spesa media per percettore si dovrebbe assestare quindi sui 391 euro a famiglia e 138 per singolo disoccupato. Il vicepremier Luigi Di Maio h parlato del reddito di cittadinanza come di uno “strumento volto a migliorare la vita dei cittadini meno abbienti ed aiutarli ad inserirli in un piano che possa fornire loro lavoro”. Come prima cosa occorre avere quindi un Isee non superiore ai 9369 euro. Lo si può calcolare con l’aiuto di un Caf. Questa è una operazione da effettuare annualmente entro ogni 15 gennaio. È previsto anche l’invio telematico all’Inps o a qualche portale affiliato, con il sussidio che verrà poi fornito tramite Poste Italiane e Caf nel probabili caso di una convenzione con la stessa Inps, in caso di idoneità del richiedente. Poi se la pratica verrà accettata, seguirà una convocazione entro i successivi 30 giorni per firmare il cosiddeto ‘Patto per il lavoro’, dove il beneficiario si impegna a trovare un lavoro con apposito corso di formazione per un certo quantitativo di ore a settimana ed altri aspetti annessi. Quanto sottoscritto nel Patto per il lavoro va fatto anche per gli altri membri del nucleo familiare.

Rifiutare due lavori porta alla perdita del diritto

Serve poi la procedura certificata dall’ente Anpal, necessario per poter cominciare a ricevere l’assegno di reddito. Se si è idonei, si dovrebbe ricevere a casa una carta telematica con relativo accredito economico che servirà ad acquistare bene e servizi di prima necessità. Sarà possibile anche prelevare contanti fino ad un importo di 100 euro. Anche se alcuni aspetti vanno ancora chiariti. Per quanto riguarda le offerte di lavoro che i candidati possono vagliare, la prima non può superare una distanza di 100 km dalla residenza, e la seconda 250 km contemplando anche un cambio di regione. Rifiutando queste due – che comunque dovrebbero risultare adatte alle caratteristiche di ciascun soggetto – si perde qualunque diritto. Cosa che avviene anche se dovessero mutare le condizioni di reddito, come l’aumento delle entrate o l’eventualità di trovare un lavoro più remunerativo. Cose delle quali l’Inps deve essere informata entro un mese. Infine coloro che perderanno il reddito dovranno attendere un anno prima di poter inoltrare una nuova richiesta per ottenerlo.

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