Camilla,il dolore in una lettera di chi ha vissuto il dramma: “Non scorderò più l’urlo del tuo papà”

Un uomo. Un autore di una lettera. Si tratta dell’l’infermiere del 118 che ha risposto alla chiamata del papà di Camilla Compagnucci. Ha fatto sapere che il suo cognome non venga pubblicato.

Il dramma della piccola Camilla. Una tragedia che ha colpito tutti in questo inizio 2019. Un epilogo malvagio che ha visto la morte di un’innocente bambina che voleva solo sciare e stare bene insieme al suo amato papà.

 

Insieme all’uomo, ci sono anche le persone che hanno vissuto dei terribili attimi. Un infermiere che ha voluto divulgare una lettera per parlare di quei terribili attimi:

Sono l’infermiere che per interminabili istanti ha guidato il papà di quella povera piccola Sdurante la rianimazione telefonica, fino all’arrivo dei primi soccorsi. Vorrei solo dire a quella povera famiglia che il loro dolore mi giunge come una pugnalata. Vorrei che tutto fosse andato diversamente, vorrei abbracciarli forte perché credo che le parole di quell’eroico papà, mentre eseguiva ogni manovra rianimatoria che gli veniva consigliata, non le dimenticherò mai. Le sue grida di dolore mentre invocava il nome della sua piccola, mentre gridava: «Ma è la mia bambina…».

Faccio questo lavoro da molti anni ormai e sono papà di un piccolo esserino da tre, e non vedevo l’ora di uscire dal lavoro per tornare a casa ed abbracciarlo. Lavoro sull’elicottero e nella gestione di esso e tutti i miei colleghi e amici coinvolti nella gestione di questo intervento sono tornati a casa con le lacrime agli occhi. Rivestiamo noi stessi di dure corazze ma, come qualcuno mi ha fatto notare, sono solo piene di buchi e lasciano profonde cicatrici che solo chi combatte può avere il diritto di portare. Questa sarà una cicatrice davvero profonda.

Addio Camilla, non ti ho conosciuta ma avrei voluto farlo mentre ti vedevo sorridente e felice. Ciao papà, sei stato davvero un eroe, credo difficilmente avrai pace ma sappi che hai fatto tutto quello che potevi nel modo migliore, seguendomi attentamente. Eri i miei occhi e le mie mani e io, per quanto posso, sarò un po’ del tuo cuore e porterò per te un po’ di quell’enorme dolore. Non addossarti colpe, hai avuto la colpa di cercare la sua felicità in ogni atomo.

Ciao mamma, nonna, amici, conoscenti, e chiunque in qualche modo, come me, pensa che tutto questo non dovesse succedere. Non so se queste parole arriveranno a qualcuno, vorrei avere la forza e la possibilità di venire ad abbracciarvi ma ho solo paura di contribuire a crearvi ancora più dolore. Vi scrivo piangendo e senza neppure aver la forza di rileggere, non cerco protagonismo ma solo la possibilità che qualcuno vi porti queste parole. Addio Camilla, eri piccola, troppo piccola per lasciare questo mondo senza i tuoi sorrisi. Non sono un fervido credente ma una preghiera ogni sera te la sto dedicando e spero che, ovunque tu sia, sorrida e porti conforto ai tuoi genitori e ai tuoi nonni.

Davvero strazianti queste righe piene di sofferenza e di vita vera. Una storia che ha già segnato tutti, in un 2019 partito davvero male per quanto riguarda la cronaca nera.