Alonso battagliero prima della 24 Ore di Daytona: “Vincerò”

Fernando Alonso (©Alonso Facebook)

F1 | Alonso battagliero prima della 24 Ore di Daytona: “Vincerò”

Al via il prossimo 26 gennaio, per la seconda volta nella sua carriera, della 24 Ore di Daytona Fernando Alonso è già bello agguerrito.

Fresco di test con la Cadillac DPi-V.R preparata dalla Wayne Taylor Racing, il Samurai ha ammesso di puntare dritto al successo.

Le aspettative sono alte, ma i conti si faranno alla fine. In generale credo di trovarmi in una posizione decisamente migliore rispetto alla passata stagione”, ha dichiarato durante la conferenza

Quest’anno porto con me tutta l’esperienza accumulata nel 2018. Sono consapevole di come devo comportarmi nel traffico, come risparmiare carburante, come funzionano le safety car negli Stati Uniti. Anche l’approccio alla gara è differente. Se dodici mesi fa avevo usato la competizione per prepararmi a Le Mans, adesso sono qua per vincere”, ha proseguito con sicurezza. “I successi che questo team ha ottenuto, la sua professionalità e il suo tipo di approccio mi fanno sentire ancora più fiducioso.Il mio compito sarà dunque solo quello di restare calmo”.

Boss Wayne Taylor: “Ecco perché ho chiamato Alonso”

Durante l’incontro con i media, interrogato sui motivi dell’ingaggio dell’asturiano per la 24 di Daytona il patron della scuderia a stelle e strisce ha raccontato: “Lo scorso anno Zak Brown mi presentò Fernando. Dopo un paio di settimane gli telefonai chiedendogli se fosse disponibile. Avevo bisogno di un terzo pilota, ma ormai era a metà campionato di F1. Cercando un driver solido sulla distanza trovai Kamui Kobayashi, che da subito si mostrò entusiasta del progetto“, le sue parole.

A causa dei problemi nati con la McLaren, sembrava impossibile averlo con noi. Poi un giorno mi arriva un messaggio dove mi domandavano se c’era ancora un sedile per lui ed ovviamente la risposta è stata positiva. In questo modo abbiamo raggiunto un accordo rapidissimo con tutte le parti interessate“, ha infine rivelato il manager statunitense.

Chiara Rainis