Influenza: il picco tra la fine di gennaio e l’inizio di febbraio

Ospedale pollo paralizzato
(Getty Images)

I casi di influenza sono in calo rispetto all’anno scorso, ma gli esperti affermano che il picco dovrebbe registrarsi tra la fine di gennaio e l’inizio di febbraio

Il drastico calo delle temperature di questi giorni potrebbe far aumentare i casi influenzali in Italia. Ad oggi le persone colpite dal cosiddetto “male di stagione” sono circa un milione mezzo e sembra che questo numero sia destinato a crescere nonostante sia l’andamento sia a rilento rispetto a quello dell’anno scorso. A far emergere le statistiche sono i dati pubblicati dal Dipartimento Malattie Infettive dell’Istituto superiore di sanità (Iss).

Influenza: colpiti maggiormente i bambini sotto i 5 anni

Nel bollettino Influnet sono stati pubblicati dal Dipartimento Malattie Infettive dell’Istituto superiore di sanità (Iss) i dati relativi ai casi di influenza nel nostro Paese. Secondo queste statistiche gli italiani colpiti sino ad ora sarebbero circa un milione e mezzo e solo nell’ultima settimana presa in considerazione (17-23 dicembre 2018) ammonterebbero a circa 225mila. Come evidenziato anche dal direttore del Dipartimento che ha monitorato le statistiche, Gianni Rezza, l’incidenza in Italia si aggira intorno ai 3,7 casi su 1000 assistiti e i soggetti maggiormente colpiti dal virus influenzale sarebbero i bambini con età al di sotto dei 5 anni (incidenza di 11,1 casi su 1000). Le regioni italiane dove si sono registrati il maggior numero di casi sono Umbria, Provincia Autonoma di Trento, Abruzzo e Sicilia. Il direttore Rezza ha poi aggiunto: “Al momento, anche se siamo entrati nella fase epidemica, l’andamento dei casi è più a rilento rispetto alla scorsa stagione, pur rilevandosi un aumento. I virus influenzali che stanno circolando maggiormente sono l’AH3N2, che colpisce maggiormente gli anziani, e l’AH1N1, virus che è stato responsabile della pandemia influenzale del 2009. Ma il fatto che l’aumento dei casi proceda più a rilento può dipendere da vari fattori, come la suscettibilità della popolazione o la mutazione dei virus”.

Quest’anno sono risultati In aumento i vaccini influenzali (circa il 20% in più rispetto allo scorso anno), fattore confermato anche dalla Federazione dei medici di famiglia Fimmg, il quale può aver determinato il calo dei casi influenzali. Il dottor Rezza ha spiegato: “Non ci sono ancora dati definitivi, ma le scorte vaccinali si sono esaurite prima ed è probabile un maggior ricorso alla vaccinazione specie da parte degli anziani, e questo ha diminuito notevolmente il rischio di casi gravi. Dal momento che la maggioranza dei casi si registra però tra i bambini, che solitamente non vengono vaccinati, l’andamento lento nella circolazione dei virus non credo possa attribuirsi all’effetto della vaccinazione”. Infine, secondo quanto spiegato dal direttore del Dipartimento Malattie Infettive dell’Istituto superiore di sanità, il picco di casi potrebbe registrarsi tra la fine del mese di gennaio e l’inizio di febbraio, contrariamente a quanto accaduto negli ultimi due anni quando l’aumento maggiore si è verificato nei primi giorni dell’anno. “Se negli ultimi due anni- spiega il dottor Rezza- si è registrato in anticipo agli inizi di gennaio, quest’anno arriverà probabilmente tra fine gennaio e inizi febbraio. Cruciali saranno però le prossime settimane con la riapertura delle scuole”.