Ex manager Schumacher: “Lo pregai di non tornare in F1”

Willi Weber e Michael Schumacher (©Getty Images)

F1 | Ex manager di Schumacher: “Lo pregai di non tornare in F1”

Più volte protagonista in questi 5 anni di appelli alla famiglia Schumacher di spezzare quella che ad oggi è un’invalicabile cortina di silenzio attorno alle condizioni del campione di Kerpen, Willi Weber è tornato a parlare pubblicamente in occasione delle 50 candeline spente dal tedesco.

Il grande escluso dalla ristretta cerchia di persone che può fare visita a Michael nella sua casa di Gland, Sivzzera, l’ex manager ha raccontato alcuni dettagli delle discussioni che poi portarono al ritorno, purtroppo abbastanza deludente, del Kaiser in F1 con le Frecce d’Argento dopo una pausa cominciata a fine 2006 con la separazione dalla Ferrari.

Avvicinato nel 2009 dalla dirigenza di Stoccarda per dare vita ad un progetto poi rivelatosi vincente e soprattutto per riportare nel Circus il glorioso marchio, il 7 volte iridato sarebbe stato dissuaso in diverse occasioni dalla persona che in quel momento lo stava gestendo.

Lo chiamai e gli dissi “Per piacere non lo fare. Puoi solo perderci“, ha rammentato nel corso di un’intervista all’Abendzeitung. “Era già un sette volte campione del mondo e non aveva nulla da dimostrare, però aveva tanta voglia di guidare. Allora pensai, benissimo, se vuoi proseguire lo dovrai fare senza di me“.

E così andò. Tra i due avvenne il divorzio e al suo posto arrivò Sabine Kehm, attuale manager di Schumi e del figlio Mick.

Avevamo ancora un contratto in essere fino al 2014, ma io non avevo più il desiderio di andare in giro. Io sono il tipo di persona che crede che tutto nella vita abbia un tempo. E ciò che abbiamo assieme in quasi vent’anni, quello ha rappresentato il nostro tempo in F1“, ha proseguito nella riflessione. “Sono cose che non si possono ripetere o riportare al presente. Ci siamo lasciati da amici, per cui successivamente ci siamo sentiti in centinaia di occasioni al telefono, piuttosto al bar o a cena“, ha concluso l’imprenditore di Ratisbona.

Chiara Rainis