Cinghiali sulla A1: incidente mortale tra Lodi e Casalpusterlengo

Cinghiali sulla A1: incidente mortale tra Lodi e Casalpusterlengo

Sull’autostrada A1 in carreggiata Sud, tra Lodi e Casalpusterlengo, un branco di cinghiali ha provocato un incidente con un morto e dieci feriti, tra cui tre bambini (due di 8 e uno di 11 anni) e 2 ragazzini di 13 e 15 anni. E ancora due donne di 37 e 39 anni e due uomini di 40 e 48. Secondo la ricostruzione della polizia stradale, nell’incidente sono rimaste coinvolte tre auto che andavano in direzione Sud. La prima ha investito due cinghiali e si è fermata. Una seconda auto che arrivava dalle retrovie ha investito le carcasse degli animali e poi urtato il veicolo fermo. Il conducente è sceso, probabilmente per chiedere aiuto, ed è stato travolto da una terza vettura in arrivo, una Volkswagen Polo, che ha poi urtato le precedenti due vetture ferme. Il conducente della Polo, di origini polacche ma residente in Italia, è morto sul colpo, la fidanzata di 27 anni è stata trasportata in gravissime condizioni, in codice rosso, all’ospedale di Lodi.

L’allerta cinghiali in tutta Italia

Il fenomeno cinghiali sta diventando sempre più diffuso in tutta Italia, con diversi episodi registrati anche nella città di Roma. Ma quando si scatenano sulle strade le conseguenze possono essere tragiche. Secondo la Coldiretti sono quasi 400 gli incidenti causati dai cinghiali in Lombardia dal 2013 ad oggi. Con oltre un milione di esemplari diffusi in Italia, la presenza dei cinghiali nei centri abitati e sulle strade è “ormai un rischio concreto per la sicurezza dei cittadini”.

Negli ultimi dieci anni, secondo stime Coldiretti “il numero dei cinghiali presenti sul territorio nazionale è praticamente raddoppiato. Gli animali selvatici distruggono i raccolti agricoli, sterminano gli animali allevati, causano incidenti stradali per un totale di danni stimato in quasi 100 milioni di euro all’anno, senza contare i casi in cui ci sono state purtroppo anche vittime”. Per la Coldiretti “non è quindi più solo una questione di risarcimenti ma è diventato un fatto di sicurezza delle persone che va affrontato con decisione. Ora non ci sono più alibi per intervenire in modo concertato tra ministeri e Regioni ed avviare un piano di abbattimento straordinario senza intralci amministrativi”.