Jacques Villeneuve (©Getty Images)

F1 | Villeneuve deride la Honda: “Sarà un nuovo fallimento”

L’euforia sparsa dal talent scout Red Bull Helmut Marko a proposito del grande potenziale del propulsore Honda che, dal 2019, non solo spingerà la Toro Rosso, ma pure la sua sorella maggiore, non ha convinto molte persone, almeno finora.

Incapace di raggiungere qualsivoglia risultato nelle tre stagioni con la McLaren (2015-2017) a causa della scarsa affidabilità, nonché di una velocità di punta poco soddisfacente se comparata con quella delle power unit avversarie, la Casa di Sakura ha fatto poco meglio con la squadra di Faenza, nonostante le premesse delle prime corse avessero raccontato altro, una buona notizia su tutte, il quarto posto firmato da Pierre Gasly nel secondo round del 2018 in Bahrain.

A questo proposito e sicuro che il marchio giapponese non sarà in grado di mostrarsi competitivo e di dare alla scuderia austriaca la chance di battersi alla pari con Mercedes e Ferrari, si è proclamato l’iridato F1 1997 Jacques Villeneuve, notoriamente uno con pochi peli sulla lingua.

Perché mai il propulsore Honda dovrebbe comportarsi in maniera migliore nel 2019?“, ha domanda sibillina del canadese riportata da F1i.com. “L’unica soluzione per riuscirci sarebbe quella di appoggiarsi a degli esperti esterni, il che è comunque sempre possibile, ma allo stato attuale delle cose, non vedo come il progetto dovrebbe rivelarsi più valido già dal prossimo campionato. In fin dei conti gli altri non staranno certo a guardare, anzi faranno in modo di progredire“.

Analizzando quindi, quanto successo nella stagione conclusa a fine novembre scorso ad Abu Dhabi, il figlio del grande Gilles ha sottolineato come la ripresa della PU nipponica si sia verificata solamente in qualche sporadico GP.

Sicuramente si è visto che con Toro Rosso, il motore Honda ha guadagnato in potenza, ma si è sempre trattato di propulsori utilizzati per una sola corsa prima della sostituzione che di fatto relegava i piloti a fondo griglia, e non in grado di reggere di la distanza di 6 / 7 gran premi come quelli dei rivali“, l’amara constatazione finale.

Chiara Rainis