Michael Schumacher
Michael Schumacher (Getty Images)

Il 3 gennaio Michael Schumacher compirà 50 anni ed oggi ne sono passati 5 da quel fatale incidente che gli ha cambiato completamente la vita. A parlare delle sue condizioni il giornalista esperto di motori Benny Casadei Lucchi

Sono già passati 5 lunghi anni da quando uno dei campioni più amati dello sport è rimasto vittima di un terribile incidente. Il 29 dicembre del 2013, Michael Schumacher fenomeno della F1, durante le vacanze natalizie trascorse a Meribel, località sciistica della Francia, rimane gravemente ferito in un incidente mentre stava sciando. Il pilota, percorrendo una pista si è imbattuto in una roccia, coperta dalla neve, e cadendo ne ha colpita un’altra con la testa. Nonostante la ridotta velocità ed il caschetto di protezione, Schumacher viene trasportato in ospedale in gravissime condizioni e viene sottoposto ad un delicato intervento neurochirurgico. Il lungo percorso riabilitativo del pilota non è ancora finito anche se si è risvegliato dal coma circa sei mesi dopo l’incidente.

Michael Schumacher, il giornalista Casadei Lucchi: “Sta male la sua vera vita è finita”

Nei giorni scorsi alcune rivelazioni del quotidiano britannico Daily Mail parlavano di un miglioramento di Schumacher, il quale sembrava non essere più costretto a rimanere a letto. Il prossimo 3 gennaio, il sette volte campione del mondo di Formula 1 compirà 50 anni e per l’occasione gli è stata dedicata una mostra a Colonia, in Germania, paese natio del pilota. Oggi uno degli esperti di automobilismo e motori, il giornalista Benny Casadei Lucchi, ha scritto su Il Giornale riguardo le condizioni del campione di Formula. “Sta male –scrive Benny Casadei Lucchi- perché sotto il sole brillante e il cielo terso di quella domenica mattina di cinque anni fa, la sua vita vera è finita. È finita sbattendo la testa sulla pietra nascosta dal manto, è finita con una doppia emorragia agli emisferi destro e sinistro provocata dall’impatto che ha scosso il cervello come fosse una palla che rimbalza fra due pareti. A complicare tutto, forse, l’asta di una videocamera fissata al casco che ne ha indebolito la calotta. Michael sta male per tutto questo. Perché le operazioni al cervello non sono servite a riportarlo a vita vera. Sta male perché dopo mesi, risvegliato dal coma indotto, si è ritrovato inchiodato a un altro tipo di coma: quello di chi non tornerà mai veramente“.

Parole forti quelle del giornalista di motori che commenta lo stato di salute di Schumacher ed ha concluso: “Sono ormai quasi 4 anni e mezzo che il dio dei motori sta su una sedia rotelle, respirando autonomamente, ma senza aver mai dato la certezza di comprendere ciò che gli accade attorno”. A stargli vicino sin dai primi momenti successivi al gravissimo incidente è la sua famiglia e soprattutto la moglie Corinna Betsch che, secondo il giornalista “consente di non lasciare nulla di intentato e di accompagnarlo senza patemi lungo questo percorso di non vita“.