Vendetta di mafia: ucciso il fratello di un pentito, si cercano due killer

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Carabinieri
Carabinieri (Getty Images)

I Carabinieri stanno indagando sull’omicidio del fratello di un pentito di ‘ndrangheta assassinato nel proprio garage di Pesaro da due killer.

Nel tardo pomeriggio di Natale, nel centro storico di Pesaro, due killer hanno freddato dentro il proprio garage il fratello di un collaboratore di giustizia. La vittima è Marcello Bruzzese, 51 anni, fratello di Girolamo Biagio Bruzzese, pentito della ‘ndrangheta che decise di collaborare dopo un tentativo di omicidio nei confronti di un capocosca. Il 51enne aveva già subito un agguato, in cui rimase ferito nell’estate del 1995 mentre si trovava in Calabria insieme al padre ed al cognato, entrambi rimasti uccisi. Gli inquirenti stanno indagando sul caso per cercare di trovare il più presto possibile i due killer responsabili dell’assassinio.

Fratello di un pentito di ‘ndrangheta ucciso a Pesaro: inquirenti indagano sul caso

Intorno alle 18 del giorno di Natale, Marcello Bruzzese, fratello di Girolamo Biagio, pentito di ‘ndrangheta da diversi anni, è stato assassinato nel garage sotto casa propria all’interno della propria autovettura. Ad agire sarebbero stati due killer che hanno freddato l’uomo con una ventina di colpi di pistola calibro 9 che dopo una volta ucciso l’uomo si sono dileguati. Movente dell’omicidio, secondo le prime ricostruzioni, potrebbe essere quello di una ritorsione per il “pentimento” del fratello Girolamo Biagio che nel 2003 decise di collaborare con la giustizia in seguito ad un tentato omicidio. L’uomo, latitante per una condanna per omicidio, aveva sparato boss al Teodoro Crea e si era costituito ai carabinieri. Ad un mese dall’inizio della collaborazione, venne ucciso il suocero di Girolamo. Marcello Bruzzese, freddato nella sera di Natale, aveva già subito un attentato in passato, nel 1995 a Reggio Calabria, quando rimase gravemente ferito allo stomaco, ma riuscì a salvarsi al contrario del  padre Domenico ed al cognato che si trovavano con lui. Il 51enne  viveva da diversi anni a Pesaro sotto protezione con la famiglia e percepiva uno stipendio dal Ministero degli Interni. Le forze dell’ordine, secondo quanto riportato dalla redazione di La Repubblica, sono a lavoro per rintracciare nel più breve tempo possibili i responsabili dell’omicidio e scoprire il movente. Nella notte c’è stato anche un vertice in tribunale per accelerare le indagini e oggi i militari dell’Arma dovrebbero completare la raccolta delle testimonianze e l’analisi delle telecamere poste nei pressi del garage dove è stato assassinato Bruzzese. Gli investigatori sembra stiano seguendo la pista di una vendetta di sangue da parte dell’organizzazione mafiosa calabrese.  Il Ministro dell’Interno Matteo Salvini ha fatto sapere che domani si recherà nella cittadina marchigiana per il comitato ordine pubblico e sicurezza in Prefettura.