MotoGP, Zarco: “KTM diversa da Yamaha, dobbiamo sfruttarla bene”

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Johann Zarco (©Getty Images)

MotoGP | Zarco fiducioso sul proprio futuro in KTM.

C’è sicuramente tanto lavoro da fare in KTM per ridurre il gap dalle migliori case della MotoGP. L’azienda austriaca sta investendo molto nel progetto per puntare in alto. Serve tempo, la concorrenza è molto avanti e continua a migliorare.

Alla KTM le risorse economiche e tecniche non mancano per avere successo in futuro anche nella top class del Motomondiale. Dal 2019 in pista ci saranno due team, quello factory e quello Tech 3 con trattamento pressoché ufficiale. Con quattro piloti ci saranno a disposizione più informazioni e il lavoro di sviluppo dovrebbe proseguire meglio.

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MotoGP, Zarco positivo sul futuro KTM

La casa austriaca ha in Johann Zarco il proprio pilota di punta, anche se i primi test hanno mostrato un Pol Espargarò più brillante. Lo spagnolo ha più esperienza sulla moto, mentre il nuovo arrivato deve ancora prendere confidenza. Il due volte campione del mondo Moto2 conta di riuscire a tirare fuori il massimo dalla sua RC16.

Zarco ha spiegato come deve mutare il proprio stile di guida, ora che non è più su una Yamaha e guida la KTM: «Per sfruttare al meglio il motore a V, è necessario trasformare la curva in una V! Devi girare un po’ meno in curva, non esitate a frenare un momento. Devo utilizzare la coppia e la potenza, e accelerare fuori dalla curva. Questo è ciò che mancava allo Yamaha. Credo che si deve essere in grado di padroneggiare entrambi gli stili, questo angolare e quello rotondo, perché ci sono piste in cui alcuni angoli richiedono uno stile di guida e il resto richiedono l’altro».

Marc Márquez è uno che sa utilizzare entrambi gli stili di guida citati dal pilota francese. Ha una Honda disegnata su misura e riesce a tirarne fuori il meglio, non senza qualche rischio. Zarco aggiunge: «Non è mai stato il mio stile quello di fare affidamento sulla potenza del motore in curva – riporta Speedweek -. Ma è bello vedere la tua moto prendere velocità fin dai primi metri di accelerazione. È necessario sfruttare i punti di forza del motore KTM. Non è che la potenza in Yamaha mancasse, ma veniva erogato in modo diverso»

Johann ha trovato una KTM RC16 decisamente diversa dalla Yamaha M1 guidata per due anni. Inoltre, adesso corre per un team ufficiale e ha un ruolo decisivo nello sviluppo della moto: «Ho dieci persone intorno a me quando sono ai box, a differenza delle cinque dell’anno scorso. Ho anche altri incontri tecnici perché siamo nel mezzo dello sviluppo della moto. Ciò che più cambia per me è considerare che non puoi essere veloce subito. Ma puoi farlo attraverso il lavoro. In Yamaha avevo delle cose e ottenevo il massimo, s arrivava a un certo punto. Con KTM siamo più lontani all’inizio, ma se lavoriamo bene potremmo essere migliori rispetto al punto in cui ero arrivato sulla M1. Dobbiamo portare questo progetto alla maturità».

 

Matteo Bellan