La sentenza del primo processo per cyberbullismo in Europa

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Tribunale
Tribunale (Getty Images)

È di poche ore fa la notizia che i 5 ragazzi che avevano spinto al suicidio la 14enne Carolina Picchio sono stati assolti. Per il Tribunale dei Minori di Torino i reati sono estinti.

La vicenda risale al 5 gennaio 2013. Carolina Picchio, una giovane ragazza di Novara di soli 14 anni, ha deciso di togliersi la vita dopo essere stata messa alla berlina sui social dal suo ex fidanzatino e dai suoi amici. Il ragazzo, deluso ed amareggiato per la fine della loro relazione, aveva iniziato ad offendere Carolina, ogni giorno sempre più pesantemente, fino ad arrivare a far circolare su WhatsApp un video della ragazza ad una festa un po’ stordita dall’alcool. Questa è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso: la ragazza dopo settimane di ingiurie e parole impronunciabili ai suoi danni, divenuta vera e propria vittima di Cyberbullismo, ha deciso di lanciarsi dalla finestra della propria camera.

Il suicidio di Carolina Picchio: il processo

Il 12 novembre la ragazza, dopo essersi lasciata con il fidanzatino, ha deciso di recarsi ad una festa. Li ha esagerato con l’alcool, sino ad arrivare ad ubriacarsi. La cosa non è passata inosservata e alcuni ragazzi, imputati poi nel processo sulla morte di Carolina, che hanno iniziato a girare un video dove venivano fatte alla ragazza delle proposte oscene e dove approfittano del suo stordimento. Il video finisce sui social e per Carolina è l’inizio della fine. La Procura di Torino e quella di Novara, hanno immediatamente individuato i responsabili, iscrivendoli nel registro degli indagati con accuse pesantissime. I ragazzi tutti minorenni di età compresa tra i 13 ed i 15 anni sono stati rinviati a giudizio, imputati a vario titolo dei reati di
atti persecutori, violenza sessuale di gruppo, pornografia minorile, detenzione di materiale pornografico, diffamazione, morte come conseguenza di altro reato. I cinque avevano ottenuto la cosiddetta messa alla prova: altro non è che un provvedimento per il quale il processo viene sospeso ed il minore resosi autore di un reato viene affidato ad esperti che possano pensare per lui ad un percorso riabilitativo. Lo scopo è quello di far comprendere al minore lo sbaglio commesso.

Suicidio Carolina Picchio: la sentenza del Tribunale di Torino

Oggi il tribunale dei minori di Torino ha ritenuto che il percorso riabilitativo ha funzionato ed ha preso atto del ravvedimento dei ragazzi. Per questo motivo tutti e 5 sono stati assolti ed i reati commessi estinti, di questi non ci sarà quindi più traccia. Il padre di Carolina, Paolo Picchio, ha dichiarato  Dopo quasi sei anni, oggi si chiude un cerchio. Oggi sappiamo che il cyberbullismo, nella sua forma più crudele, non può essere derubricato a semplice ragazzata perché le parole fanno più male delle botte. Tutti lo hanno capito, anche quei ragazzi che hanno affrontato questo lungo percorso di riflessione e consapevolezza”.  Il padre della ragazza ha poi aggiunto: “Nel nome di mia figlia si è celebrato il primo processo in Europa sul cyberbullismo, a lei è stata dedicata la prima legge a tutela dei minori in materia di cyberbullismo eppure questo non basta. Ecco perché abbiamo costituito una No Profit, Fondazione Carolina, con i massimi esperti in capo educativo, formativo, giuridico e comunicativo, in modo da poterci mettere a servizio delle famiglie e dei ragazzi. Perché oggi come oggi non esiste distinzione tra reale e virtuale. Oggi rivivo i tanti, tantissimi incontri pubblici di questi anni. In quegli innumerevoli abbracci cercavo il conforto che oggi, invece, mi chiedono i troppi ragazzi che soffrono”.