Concerto rap in Russia
Concerto rap in Russia (Getty Images)

Una politica di censura e controllo nei confronti della musica rap è stata intrapresa dalla Russia. A preoccupare Putin i testi contro il Cremlino, la droga, l’alcol e la violenza

La musica rap va controllata e non soffocata” queste sono le parole del presidente Vladimir Putin che ha fatto un leggero passo indietro sulla musica rap. Il presidente, difatti, sembra preoccupato per la diffusione di testi musicali sempre più ricchi di contenuti con messaggi legati al sesso, la droga, l’alcool e la violenza. Il Cremlino per questi motivi ha iniziato una sorta di censura ad una delle forme artistiche più in voga del momento che ha portato non solo alla cancellazione di numerosi concerti, ma anche ad un arresto.

Il Cremlino vuole controllare la musica rap: arrestato un famoso rapper

Oltre al terrorismo ed i rapporti internazionali sembra che tra le priorità del presidente della Federazione russa, al suo quarto mandato, sia finita anche la musica rap. Pare che il Cremlino abbia intrapreso una politica di censura e controllo nei confronti di quei cantanti rapper che all’interno dei loro testi diffondono contenuti legati alla droga, alla violenza e all’alcool, ma sembrerebbe che la censura sia rivolta anche alle rime che contestano la politica del governo russo. Una politica supportata da diversi funzionari del governo che potrebbero addirittura arrivare a promulgare una legge sulla musica. La scelta è stata motivata come obbligo per la conservazione morale e l’educazione dei giovani che ascoltano sempre di più questo genere e potrebbero farsi influenzare negativamente. Fino ad ora, per arginare il fenomeno che spopola tra i  giovani e che preoccupa i rappresentanti di governo, sono state cancellate decine di concerti di rapper e addirittura uno tra i più famosi è stato arrestato. Si tratta di Dmitry Kuznetsov, in arte Husky che è stato tratto in arresto dalle forze dell’ordine russe dopo aver protestato, salendo su una macchina, in seguito alla cancellazione di un suo concerto nella città di Krasnodar. Il rapper che conta un discreto numero di fan e milioni di visualizzazioni su Youtube è stato condannato a dodici giorni di carcere, poi ridotti a quattro. La scelta del governo ha già suscitato diverse polemiche, non solo tra i giovani che vedono questa linea simile a quella utilizzata per reprimere le arti in epoca sovietica.