Vettel attacca l’elettrico: “E’ la tecnologia sbagliata”

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Sebastian Vettel

F1 | Vettel attacca la F.E: “Un concerto rock senza musica”

Se il suo ex compagno di squadra in Ferrari Kimi Raikkonen addirittura non ne vuole sentir parlare, lui Sebastian Vettel dimostra di non averne certo una bella opinione. E’ inutile dire che la Formula E ai puristi del motorismo non piace. Valutata un po’ da tutti come una torta che manca della inevitabile ciliegina, la serie al 100% verde, è presa spesso come un pensionato d’oro per chi è troppo giovane per ritirarsi, piuttosto che un’alternativa per non cambiare lavoro per coloro che non sono riusciti ad arrivare nel Circus.

Ad un certo punto le auto come le conosciamo oggi non verranno più prodotte. Questo dobbiamo accettarlo“, ha dichiarato il tedesco ad Auto Motor und Sport rafforzando la sua opinione con un’affermazione per la verità condivisa da molti detrattori delle vetture 4.0. “Tuttavia non sono convinto che l’elettrico risolverà i problemi del mondo. A mio a avviso si tratta della tecnologia sbagliata“.

E’ troppo cara e non è “pulita” come contrariamente si dice. Pensate alle batterie. Da qualche parte bisogna pure smaltirle!”, ha ribadito con cognizione di causa.

Come per i veicoli da strada, il quattro volte iridato della massima serie ha mostrato qualche perplessità anche a proposito delle competizioni totalmente elettriche, per capirci, nello specifico della Formula E, categoria che nella sua stagione 2018/2019, al via lo scorso weekend dall’Arabia Saudita, vedrà tra i protagonisti Felipe Massa e Stoffel Vandoorne, appena messo alla porta dalla McLaren per favorire il giovane talentuoso Lando Norris.

In questo caso il 31enne ha sottolineato la totale assenza di brivido proposta dalle gare, anche a causa dell’anonimo sibilo dei motori.

Ciò che facciamo è intrattenere. L’emozione sta tutta qui. Se andassi ad un concerto rock e vedessi soltanto uno show con i laser, mi mancherebbe qualcosa. In una manifestazione del genere si va per la musica“, ha quindi concluso.

Chiara Rainis