Terrorismo, un arresto: “Mettiamo bombe in tutte le chiese d’Italia”

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Polizia
Polizia (foto dal web)

Convalidato l’arresto per il 20enne fermato nei giorni scorsi a Bari. Il giovane adesso è accusato dei reati di associazione con finalità di terrorismo, istigazione e apologia del terrorismo

Sono passati pochi giorni dall’ultimo attentato che ha sconvolto il cuore dell’Europa. A Strasburgo l’11 dicembre scorso, 5 persone hanno perso la vita, tra cui un giovane giornalista italiano, per il folle gesto di un killer che ha aperto il fuoco contro la folla presente ai mercatini di Natale della città francese. Oggi l’ombra del terrorismo è tornata a farsi rivedere questa volta fortunatamente non per un attentato, ma per la convalida di un arresto effettuato a Bari nei giorni scorsi dalla Digos e dall’antiterrorismo.

Terrorismo in Italia: convalidato l’arresto di un 20enne a Bari

Nei giorni scorsi, il 13 dicembre, è stato fermato un ragazzo di 20 anni di origine somala a Bari per accuse gravissime legate al terrorismo. Mohsin Ibrahim Omar è stato condotto in carcere dalle forze dell’ordine accusato  dei reati di associazione con finalità di terrorismo, istigazione e apologia del terrorismo, aggravate dall’utilizzo del mezzo informatico e telematico.

Gli inquirenti  hanno indagato ed intercettato per diverso tempo sul ragazzo che adesso è ritenuto una cellula affiliata all’Isis in Somalia ed in contatto con una cellula operativa. Nel corso delle indagini è stato raccolto molto materiale e tra questo c’è un’intercettazione dove il ragazzo afferma: “Mettiamo bombe a tutte le chiese d’Italia. La Chiesa più grande dove sta? Sta a Roma?“. Mohsin Ibrahim Omar, inoltre, sui social network avrebbe diffuso dei contenuti riguardanti l’”esaltazione al martirio“. Gli agenti della Digos e dell’antiterrorismo, che hanno condotto le indagini in collaborazione internazionale con l’Aisi, l’Aise, il Dcpp e l’FBI statunitense , hanno provveduto all’arresto, che è stato convalidato oggi: “L’urgenza di eseguire il provvedimento restrittivo – affermano gli inquirenti – è stata dettata dai riferimenti all’elaborazione di possibili progettualità ostili in relazione alle imminenti festività natalizie e alle chiese, in quando luoghi frequentati solo da cristiani“. Infine gli inquirenti hanno spiegato che è stato raccolto anche materiale legato all’attività di: “intenso indottrinamento su un altro straniero in corso di identificazione, al quale impartiva vere e proprie istruzioni teorico-operative sul concetto di jihad armato“.

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