“Questo bigliettino d’addio l’hanno scritto le mie figlie gemelle di sette anni. Mi hanno chiesto di metterlo nella bara perché così la loro mamma lo leggerà per sempre”.

E’ straziante all’ennesima potenza quello che dichiara Paolo Curi, 43 anni, padre di Ancona, che  stringe fra le mani un foglio di carta.

Sul foglio c’è un disegno di una piccola bionda, con i cuori, farfalle, fiori.

“Cara mamma mi dispiace che sei morta…”.

La povera donna è rimasta schiacciata nel fuggi fuggi generale ed è precipitata da quel ponticello che è crollato per la ressa, dopo il casino causato dallo spray al peperoncino spruzzato all’interno della discoteca Lanterna Azzurra, a Corinaldo (Ancona), dove si doveva tenere il dj Set di Sfera Ebbasta.

“Devo essere forte, non posso stare qui a piangere tutto il giorno, ci sono quattro bambini piccoli che hanno bisogno di me. Devo riprendere il filo da dove l’ha lasciato lei…Non ce la farò mai”.

“Mi rivedo lì in piedi ad aspettare con mia moglie e mia figlia Gemma, la più grande, quello che ci hanno spacciato per un concerto. Gliene concediamo uno all’anno e quella era la sua serata, biglietto da 22 euro. Convocazione alle dieci di sera, ci hanno fatto entrare alle undici e mezzo e ci hanno detto che lui sarebbe arrivato forse alle due per fare una mezz’oretta di show. Vedevo arrivare sempre più ragazzi, il locale era strapieno. Era una noia aspettare, ma con Eleonora ci siamo detti: ormai siamo qui, facciamole questo regalo. Poi all’improvviso ho sentito quell’odore acre che pizzicava la gola… Eleonora e Gemma erano a un passo da me, vicine l’una all’altra. Io gironzolavo nell’attesa. All’improvviso una massa di ragazzi è arrivata nella mia direzione e mi ha praticamente trascinato fuori. Non sono nemmeno cascato, sarà durato un minuto, forse due. Poi mi sono messo a cercare come un pazzo, non le vedevo più. Finché ho ritrovato Gemma che urlava: la mamma è giù. E ho visto Eleonora per terra… C’era un signore che spingeva sul suo petto per provare a farle ripartire il cuore. Mi ha detto di soffiarle in bocca. Ho sentito le sue labbra così fredde…”.

Continua Paolo a raccontare la sua dolce metà che ora non c’è più per un tragico destino

“Ha donato la sua vita per Gemma. Lei ci ha raccontato che non soltanto Eleonora le ha fatto da scudo proteggendola finché ha potuto ma anche che, quando ha capito di non riuscire più a tenerla e a farle spazio per farla respirare, l’ha spinta forte via da lei. Ha messo assieme le sue ultime forze e le ha usate per salvare la sua bambina”.

Per il suo futuro senza Eleonora, dice,

“sono ancora un po’ frastornato”. Il suo lavoro è il giardiniere ma, spiega Paolo, “ho pensato che forse lo cambierò, cercherò di trovarne uno che non mi tenga occupato e fuori casa per tante ore. Sennò come faccio a crescere i miei figli?”.