Chiusa una sede di Casapound: ci sono diversi indagati

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Casapound
Bandiere Casapound (foto dal web)

Stamane il tribunale di Bari ha disposto la chiusura della sede di Casapound della città. Nell’inchiesta anche 30 indagati accusati di ricostituzione del partito fascista e aggressione durante la manifestazione anti Salvini dello scorso settembre

Il tribunale di Bari, nell’ambito di un’inchiesta sull’estrema destra nel capoluogo pugliese, ha sottoposto a sequestro preventivo la sede di CasaPound. Inoltre nell’inchiesta, coordinata dal procuratore aggiunto Roberto Rossi, sarebbero finite 35 persone, molti dei quali dovranno rispondere di “riorganizzazione del disciolto partito fascista” e “manifestazione fascista”, 10 di questi sono accusati dell’aggressione compiuta ai danni dei manifestanti al corteo anti-Salvini organizzato a Bari lo scorso 21 settembre.

Inchiesta sull’estrema destra barese: 35 indagati

Le indagini degli inquirenti sono scattate lo stesso 21 settembre quando, al termine del corteo di protesta contro la linea di Governo del vice premier e leader della Lega Matteo Salvini, quattro persone sono state aggredite da alcuni militanti del partito Casapound. Secondo la ricostruzione effettuata dagli investigatori, in vista della manifestazione organizzata da diversi ragazzi del Collettivo ex Caserma Liberata nel quartiere Libertà, molti militanti del partito di destra di tutta la regione si sarebbero dati appuntamento nella sede di via Eritrea 29 per poi aggredire i partecipanti al corteo. Nell’attacco rimangono ferite 4 persone tra cui l’eurodeputata Eleonora Forenza ed il suo assistente, colpite secondo gli inquirenti, da sfollagente, manubri da palestra, manganello telescopico e cinture dei pantaloni. Secondo i giudici quella effettuata dagli appratenti al partito sarebbe stata una vera e propria “spedizione punitiva” effettuata con premeditazione e una “feroce esplosione di violenza ai danni di persone inermi e del tutto incapaci di qualsiasi reazione”. Per queste ragioni il tribunale di Bari ha sequestrato la sede del partito barese e sta indagando su 30 persone, di cui 2 minorenni ed il responsabile della sede, accusate di aver preso parte a riunioni e manifestazioni simili a quelle organizzate dal partito fascista. Dieci di questi dovranno rispondere anche dell’esecuzione materiale dell’aggressione ai danni dei partecipanti al corteo. Infine tra gli identificati e indagati nel corso delle indagini condotte dalla Digos di Bari ci sarebbero 5 appartenenti al Collettivo ex Caserma Liberata accusati di violenza e minaccia a pubblico ufficiale commessi subito dopo l’aggressione.