Robert Kubica (©Getty Images)

F1 | Svelato il vero motivo dell’ingaggio di Kubica alla Williams

Che la sua promozione a pilota titolare non fosse figlia solamente del suo valore e del desiderio della Williams di premiare un ragazzo che ce l’ha messa tutta per tornare a fare quello che faceva fino al 6 febbraio 2011 quando fu vittima di un grave incidente nel corso del Rally Ronde di Andora, era cosa nota, ma adesso la questione si è fatta più chiara.

Secondo quanto dichiarato dall’ex pilota Ferrari Mika Salo, la SMP, sponsor personale di Sergey Sirotkin, di cui lui è delegato, si sarebbe mostrata disponibile a patrocinare ancora una volta la scuderia di Grove, ma solo a patto che le richieste finanziarie venissero abbassate alla luce di risultati praticamente nulli e dell’ultimo posto nella classifica generale.

E’ chiaro che nel nostro caso la palla era nel campo della squadra. Il management di Sergey ha domandato loro di ridurre il prezzo ed avere maggiori garanzie sul fronte performance, ma dall’altro lato ha trovato un muro. Ecco perché pur essendosi comportato bene in pista e dimostrato di avere brillanti conoscenze tecniche, il russo ha perso il sedile”, la spiegazione del finnico.

Claire Williams elogia le doti di Kubica

Ovviamente da parte sua il team non ha potuto ammettere giochi di questo tipo, anche se sulla dichiarazione di Salo circa le ottime performance di Sirotkin, ci viene da storcere il naso.

Ad ogni modo di recente la boss putativa dalla scuderia britannica ha avuto parole entusiaste nei confronti del driver di Cracovia.

Nell’anno trascorso con noi nelle vesti di riserva ho apprezzato il suo spirito da combattente, ovvero proprio quello che ci serve al momento“, ha sostenuto la figlia di patron Frank.  “Tutti siamo chiamati a dare il massimo e credo che Robert sia un ottimo innesto per il 2019 e le stagioni future”.

Avendo trascorso molto tempo nel nostro box, ha accumulato esperienza facendosi altresì benvolere da tutto il gruppo. Per quanto ci riguarda abbiamo cercato di assicurarci il talento migliore a disposizione, assieme ad altri fattori importanti“, ha concluso facendo intuire che anche il denaro è stato un elemento cardine nella trattativa con il polacco.