Dolce & Gabbana nella bufera in Cina: “Campagna sessista”

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Dolce e Gabbana
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Una campagna promozionale di Dolce & Gabbana è finita nella bufera in Cina. I due stilisti sono stati accusati di sessismo ed è nata anche una corrente per boicottare i loro capi.

Dolce & Gabbana hanno lanciato qualche giorno fa una campagna social per pubblicizzare lo “Show Shanghai“, una sfilata-evento all’Expo Centre di Pudong. In un certo senso lo scopo della nota maison è stato realizzato, perché dell’evento ne hanno parlato tutti, eccome. Il problema è che tutti ne hanno parlato per attaccare la coppia di stilisti italiani, visto che i tre video pubblicati sui social network ha letteralmente scatenato l’ira di molti. Appassionati di Dolce & Gabbana e non. La griffe ha 25 punti vendita in Cina, secondo un elenco sul sito della compagnia: il mercato del lusso del Dragone vale oltre 500 miliardi di yuan annui (circa 72 miliardi di dollari), pari a quasi un terzo del valore che il settore registra a livello mondiale, secondo un rapporto di McKinsey del 2017.

 

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Tre video promozionali di Dolce & Gabbana definiti “sessisti”

I video in questione sono ancora disponibili sul profilo Instagram di Dolce & Gabbana e, come si può vedere sopra, hanno come protagonista una giovane donna cinese che mangia i piatti tipici della cucina italiana (pizza, spaghetti e i cannoli siciliani) ma con le tradizionali bacchette cinese. Il tutto con una voce maschile fuori campo che, di fronte ai suoi tentativi impacciati, dà consigli su cosa e come fare giocando su doppi sensi e altro di dubbio gusto. “E’ troppo grande per te?“, chiede con tono ironico la voce maschile. La campagna è stata accusata di essere razzista e sessista, ha riportato il magazine finanziario ‘Caixin’, che senza mezzi termini ha rimarcato come la maison si sia “procurata dei guai da sola”. Come riportato dall’Ansa, i primi e crescenti commenti negativi hanno spinto al ritiro dei video da Weibo (il Twitter cinese), nonostante la serie sia ancora disponibile sull’account Instagram di Dolce & Gabbana. Il ‘JingDaily’, testata di trend e moda, ha riportato che su Weibo l’hashtag “Boycott Dolce” è stato discusso oltre 18.000 volte, mentre alcuni utenti hanno sollecitato le scuse in cinese e in inglese.