Strage di Erba, è tutto riaperto: la clamorosa decisione della Cassazione

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Olindo e Rosa, condannati per la strage di Erba

A distanza di 12 anni non è ancora giunta alla fine la vicenda della strage di Erba. Troppe incongruità, la Cassazione rimette tutto in discussione.

Le domande sul noto caso di cronaca nera noto come ‘la strage di Erba‘ sono tante, a quasi 12 anni da quella tragica circostanza. Per il fatto vennero condannati i coniugi Olindo Romano e Rosa Bazzi, con l’accusa di aver ucciso le vicine di casa Valeria Cherubini, Raffaella Castagna ed il figlioletto e la madre di quest’ultima, Youssef Marzouk di 2 anni e Paola Galli. Si salvò, ma solo perché venne creduto morto dagli assalitori, il marito della Galli, Mario Frigerio. Le prove sembrarono suggerire la netta colpevolezza della coppia. Ma da diverso tempo la trasmissione tv ‘Le Iene’ si è interessata alle vicende della strage di Erba, portando alla luce non poche incongruenze.

Strage di Erba, prove inquinate e manomesse

Emerge ad esempio una serie di lacune estremamente gravi relative alla mancanza di porzioni considerevoli di intercettazioni telefoniche ed ambientali. Così come alcune prove sarebbero state inquinate o alterate. Una macchia di sangue delle vittime pare fosse finita sull’auto di Olindo perché impressa lì in maniera accidentale da uno dei carabinieri che aveva preso parte ai rilievi. Tante, troppe domande, che ora hanno portato la Cassazione a propendere per la possibilità di analizzare nuove prove mai prese in disamina in precedenza. Non ci sarà l’incidente probatorio – la cui istanza è stata respinta lo scorso 12 luglio – ma si dovrebbe procedere con nuove indagini a carico della difesa di Olindo e Rosa, come noto già condannati da tempo e che dal 2007 si trovano in carcere.

Qualcuno è convinto che la coppia stia coprendo il vero colpevole

Le prove non analizzate riportano degli oggetti – in particolare delle chiavi ed un accendino – oltre che dei reperti di natura biologica. Il pool difensivo di Olindo Romani ha dichiarato che “altre prove sono state distrutte dalla cancelleria della Corte d’Assise di Como. Ce ne sono però diverse all’Università d Pavia e presso i Ris che hanno compiuto i rilievi a suo tempo”. Alcuni sono convinti che Olindo e Rosa stiano coprendo qualcuno e che abbiano accettato di finire in carcere al posto suo.

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