Superbike, Rea: “Non sono un clown che racconta barzellette”

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Jonathan Rea
Jonathan Rea (©Getty Images)

Superbike, il campione Jonathan Rea risponde alle critiche e si sfoga

Il campionato mondiale Superbike non sta vivendo il proprio miglior momento storico. Ma la colpa non è certamente di Jonathan Rea, dominatore in questi quattro anni con la Kawasaki.

I problemi sono legati soprattutto alle scelte di Dorna per quanto riguarda regolamento, format e sponsorizzazione della categoria. Senza dimenticare, lo scarso impegno di diverse case motociclistiche in questi anni. I vecchi fasti della SBK sono lontani, però il colpevole non è assolutamente Rea. A partire dall’organizzatore del campionato, bisognerebbe fare di più per valorizzare il prodotto. Purtroppo, non sembra ancora essere stata intrapresa tale strada.

Superbike, Jonathan Rea risponde alle critiche

Gregorio Lavilla, direttore sportivo del campionato WorldSBK, poco tempo aveva fatto discutere per alcune sue dichiarazioni su Jonathan Rea. Ad Eurosport, infatti, aveva detto: «In altri campionati quando c’è qualcuno che è davvero il migliore, tutti cercano di valorizzare questa cosa. Sfortunatamente, noi abbiamo il miglior pilota, ma forse non il pilota più carismatico e magari questo potrebbe causare perdita di interesse da parte dei tifosi».

Il campione della Kawasaki è stato considerato come poco carismatico e come una delle cause dell’insuccesso della Superbike. Affermazioni che non possono essere accettate, dato che Johnny è l’ultimo a poter essere criticato in questa situazione di crisi generale della SBK. Come detto in precedenza, i problemi della categoria sono altri. Non un pilota che sta battendo record e che si ritrova senza avversari per colpe non certo sue. Se lui è dominante, bisogna dargli merito di questo e semmai criticare chi non riesce a contrastarlo. Senza scordare le critiche a una Dorna che pare poco interessata a valorizzare questa classe.

Rea, intervistato da Speedweek, ha commentato la situazione venutasi a creare dopo le parole di Lavilla. Queste le sue prime considerazioni: «Ho parlato con lui e ho capito cosa volesse dire. Ciò che è venuto fuori non era sua intenzione. Sono un professionista e una persona modesta, ho grandi amici e una grande famiglia. Se ciò significa che non sono una star, non c’è problema. Sono un pilota professionista e non sono qui a raccontare barzellette. Preferisco che le persone si ricordino di me come persona gentile e professionale, non come un dannato pagliaccio in un circo».

Il quattro volte campione del mondo Superbike si era risentito per le parole di Lavilla, anche se ha avuto modo di chiarire tutto con lui. Sull’argomento ha aggiunto: «Quando ho sentito i suoi commenti, mi sono rattristato. Queste persone sono responsabili del campionato da anni. Io adoro la SBK e mi fa male quando sento cose negative su questa categoria, soprattutto se dette dal direttore sportivo. Però ora è tutto a posto, ne abbiamo parlato».

 

Matteo Bellan