MotoGP, Andrea Dovizioso comanda a Motegi: “Dopo Assen lavoriamo diversamente

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Andrea Dovizioso
Getty Images

MotoGP, Andrea Dovizioso comanda a Motegi: “Dopo Assen lavoriamo diversamente”.

Andrea Dovizioso è soddisfatto dopo la prima giornata di prove libere al Twin Ring di Motegi dove si è assicurato il miglior crono segnato nella FP1, mentre al pomeriggio ha preferito restare fermo ai box per non prendere troppi rischi sulla pista bagnata.

“Il passo era buono, il ritmo era ancora migliore. Ma ci sono ancora alcune cose che dobbiamo migliorare. Nella FP2 il tempo ci ha ostacolato, motivo per cui non abbiamo potuto provare molto in questa sessione, anche se ciò sarebbe stato importante per l’intero weekend. Ma è lo stesso per tutti. Domani dovremo decidere con quale pneumatico vogliamo guidare più giri”. Il setting thailandese non si adatta al Giappone, ma la base della Desmosdici è ottimale per poter lavorare sui dettagli e tentare la pole position prima di dare fiato alle trombe per la gara, dove si prevede un altro duello all’ultimo giro.

La svolta di Andrea Dovizioso dopo Assen

Marc Marquez ha detto che difficilmente potrà tenere il passo del Dovi al termine del venerdì, ma si tratta di strategia psicologica o scaramantica: “Penso che non sia serio al 100%”, ha commentato ridendo il pilota della Ducati. “Possiamo sicuramente ottenere un buon risultato qui, ma gli altri piloti sono dietro di me. Molti di loro stanno già considerando una strategia per la domenica, ma in un giorno tutto può cambiare di nuovo”.

Da Brno in poi Andrea Dovizioso è stato in grado di guidare al comando in ogni gara, anche se afferma di non aver apportato modifiche importanti alla moto. E’ salito sul podio cinque volte di fila, ma è ancora 77 punti dietro a Márquez, senza speranza per il titolo iridato. “Abbiamo lavorato in una direzione diversa da Assen e stiamo migliorando di gara in gara in termini di assetto e gomme. Non c’è nulla di nuovo, ma capiamo meglio la moto. L’idea di questo nuovo modo di lavorare non proveniva da una sola persona, ma è stata una decisione collettiva che abbiamo preso a Barcellona. Eravamo veloci lì, ma c’erano alcuni punti con cui eravamo insoddisfatti. Ecco perché abbiamo deciso di intraprendere un percorso diverso”.

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