Binotto team principal e Arrivabene limitato, Marchionne voleva questo

Il manager italo-canadese aveva altri piani per il Cavallino Rampante

Sergio Marchionne (Getty Images)

F1 | Binotto team principal e Arrivabene limitato, Marchionne voleva questo

Come vi avevamo anticipato qualche giorno fa, dietro questa Ferrari sbriciolata c’è stata la prematura morte di una figura chiave del team come Sergio Marchionne. Il collega britannico Mark Hughes, sulle pagine di “Motorsport Magazine” però ha svelato dei particolari davvero inquietanti che sorreggono ancor più la nostra tesi.

Hughes cita come fonte un capo britannico di un team, che gli avrebbe rivelato in esclusiva alcuni particolari davvero accattivanti: “Quando Sergio arrivò nello Strategy Group voleva cambiare tutto, non voleva la standardizzazione dei pezzi, disse che voleva poter fare un buco sul fondo della propria macchina. Aveva portato Arrivabene con lui che appena parlò fu zittito da Marchionne e non parlò più”.

Raikkonen avvertito in ritardo

Sempre su Arrivabene continua: “Il suo compito era quello di eseguire gli ordini di Marchionne, aveva meno potere rispetto a tutti gli altri team principal. Sergio restò folgorato da Binotto, all’epoca assistente capo del reparto motori. Lo promosse prima responsabile delle power unit e poi direttore tecnico. Marchionne cominciò a parlare più con Binotto che con Arrivabene e secondo alcuni rumors nel 2019 sarebbe dovuto diventare il nuovo team principal della Ferrari“.

Hughes ha poi parlato del caso Leclerc: “Sergio aveva pianificato la sostituzione di Raikkonen con Leclerc, ma è morto troppo presto e a Monza tutto è venuto fuori. Kimi è stato avvisato della cosa domenica mattina e in gara ha fatto gara a parte mettendo in difficoltà Vettel. Quest’ultimo e Arrivabene volevano che restasse Kimi, ma Elkann voleva seguire le ultime volontà di Marchionne“.

Insomma secondo il collega britannico e le sue fonti, la promozione di Binotto dopo la morte del manager italo-canadese sarebbe stata ritardata a data da destinarsi e sarebbero quindi scoppiati dissapori all’interno del team sfociati poi in pista.

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Antonio Russo