Morto chi salvò Lauda dal fuoco, ma è una bufala

Niki Lauda, 1976 (©Getty Images)

F1 | Morto chi salvò Lauda dal fuoco, ma è una bufala

Ormai non ci sorprende neanche più quando succede. Sta di fatto che anche questo martedì il web si è divertito a spacciare per morto qualcuno.

Nel nostro caso ad essere ‘passato oltre’ erroneamente è stato Guy Edwards. Un nome che alla maggior parte dei lettori dirà poco, ma che in realtà ha ricoperto un ruolo importante ed eroico nella storia del motorsport e nello specifico della F1. Fu proprio il britannico, assieme all’italiano Arturo Merzario, a salvare Niki Lauda dal terribile rogo del Nurburgring del 1976. Un atto di coraggio che venne premiato dalla Regina Elisabetta in persona che lo insignì della Queen’s Gallantry Medal, onorificenza che viene distinta a chi si distingue per gesti temerari.

A diffondere per primi la notizia della dipartita del 75enne i siti Autosport/Motorsport.com.

La smentita

Raggiunti appunto da  questa terribile news, gli amici del pilota si sono subito mobilitati e uno di essi che ha provato a contattarlo di persona, lo ha trovato in piena salute e tranquillità nel suo cottage in Irlanda probabilmente inconsapevole di ciò che internet stava raccontando di lui. Immancabili le conseguenti scuse ai congiunti da parte delle due fonti che hanno provveduto a cancellare immediatamente il necrologio.

La famiglia Edwards era tornata alla ribalta, suo malgrado, nel 2013 quando Sean, stella promettente dell’automobilismo inglese attivo nella Porsche SuperCup che fa da contorno alle gare del Circus,  perse la vita il 15 ottobre in un drammatico episodio mentre stava facendo da istruttore di guida a Will Holzheimer sul circuito Queensland Raceway di Willowbank. Quasi per un caso beffardo del fato il 26enne non è sopravvissuto alle fiamme che avvolsero la Porsche 966 che in quel momento lo stava vedendo passeggero.

Chiara Rainis

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