Jorge Lorenzo, colpo basso a Dovizioso

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Andrea Dovizioso e Jorge Lorenzo
Getty Images

MotoGP Ducati: il difficile rapporto tra Andrea Dovizioso e Jorge Lorenzo.

Il rapporto tra Jorge Lorenzo e Andrea Dovizioso era cominciato all’insegna dell’alta diplomazia, con il maiorchino che suo malgrado andava ad applaudire il compagno di team quando nel 2017 conquistava una serie di podi che lo hanno proiettato in corsa al Mondiale fino a Valencia.

E’ ancora vivo il ricordo della “mappatura 8” in Malesia, quando dal box della Rossa arriva l’ordine a Jorge di far passare il Dovi e tentare il tutto per tutto nell’ultimo GP. Proprio al Ricardo Tormo qualcosa sembra andare storto, lo spagnolo non lascia via libera al forlivese, ma ormai la matematica aveva fatto il suo corso con Marc Marquez campione del mondo.

Da quest’anno tra i due alfieri Ducati non è mai scorso buon sangue, pur cercando di mantenere una certa armonia di facciata all’interno del box. Ma basta una parola fuori posto, una traduzione lievemente estremizzata dai mass media e il fuoco divampa tra i due contendenti al titolo di vicecampione del mondo, al momento distanziati da un solo punto in classifica. Quando ad Andrea è stata chiesta un’opinione sul trasferimento del collega in Honda la sua risposta è stata a dir poco cinica: “Onestamente non so se la decisione giusta era continuare in Ducati, andare in Honda o altrove. Ha vinto due gare, vincere due gare non risolve il problema di un anno e mezzo. Se vogliamo vederla così ok, ma Lorenzo non ha firmato per vincere due gare. Non ho cambiato idea”.

Jorge Lorenzo risponde al Dovi

La risposta del cinque volte iridato non si è fatta attendere alla vigilia del GP di Brno. L’ex Yamaha spiattella in faccia al coinquilino Ducati il suo illustre passato e il presente: “Sinceramente sono un po’ stanco di questa situazione. Quando ero in difficoltà e lui vinceva, io ero sotto al podio per applaudirlo. Lui cerca sempre di attaccarmi direttamente, di sottovalutare quello che faccio. Continua a farlo e dice che i miei metodi non sono buoni. Penso che i miei metodi non siano andati male nel corso della mia carriera. Ho vinto tre titoli di MotoGP, 46 vittorie e nel mio secondo anno in Ducati sono regolarmente più veloce di lui. Forse quello che avrebbe dovuto studiare un metodo è lui, che nella sua miglior stagione della carriera in MotoGP è arrivato secondo”.

Un botta e risposta che non resta senza strascichi, soprattutto ora che Jorge Lorenzo diventa sempre più un pilota HRC con il passare delle settimane. Nessuno ha nulla da perdere, a volte l’adrenalina può essere la peggior nemica della lingua dinanzi alla stampa. L’affondo finale di JL è assai aspro: “In passato ha quasi sempre seguito Márquez e Rossi, dietro di me, Pedrosa e Viñales. Se Stoner fosse ancora alla guida e Simoncelli fosse ancora nel nostro mondo, allora sarebbe anche lui dietro quei due”. E di certo da Misano a Valencia ne sentiremo ancora delle belle, anche se alla fine sarà la pista a decretare il migliore.

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