Morte di Nicky Hayden, la famiglia chiede maxi-risarcimento

Nicky Hayden
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Morte di Nicky Hayden, la famiglia chiede maxi-risarcimento da 6 milioni.

A Misano sorgerà un giardino con una stele commemorstiva, all’incrocio fra via Tavoleto e via Ca’ Raffaeli, dove Nicky Hayden rimase vittima dell’incidente costatogli la vita il 22 maggio 2017, cinque giorni dopo quel drammatico impatto mentre era in sella ad una bici.

Il giardino sarà inaugurato durante il weekend della MotoGp a Misano, dove si correrà il 9 settembre. Il 10 ottobre prenderà invece il via il processo contro il giovane che investì il campione texano. Ma nel frattempo la famiglia ha chiesto 6 milioni di euro di risarcimento al giovane di Morciano che ha investito Nicky, con una lettera di risarcimento agli avvocati del ragazzo.

La richiesta di risarcimento danni era stata avanzata già l’anno scorso, ma non era stata definita la cifra esatta. Secondo la Procura ci sarebbe stato un concorso di colpa da parte del giovane al volante della Peugeot che finì per travolgere Hayden. Perché è vero che il pilota non aveva rispettato lo stop – e ci sono anche alcuni filmati che lo documentano – ma il ragazzo alla guida della macchina non rispettava il limite di velocità: viaggiava a 72,8 km all’ora anziché ai 50, che è il massimo consentito in quel tratto. Secondo la tesi della Procura e dei familiari di Hayden, Nicky insomma si sarebbe potuto salvare, se il 31enne di Morciano avesse rispettato i limiti e moderato la velocità in prossimità dell’incrocio.

Secondo i legali del ragazzo, Pierluigi Autunno e Francesco Pisciotti (e affidata al professor Alfonso Micucci), lo scontro con Hayden sarebbe stato inevitabile. «Nemmeno se la macchina fosse andata a 30 chilometri orari avrebbe potuto evitare il pilota», riferisce il quotidiano ‘Il Resto del Carlino’. Intanto il giovane morcianese, che dopo il terribile incidente non si è più ripreso, continua a essere seguito da uno psicologo.