Miller sbugiarda Marquez e Lorenzo, altri piloti volevano correre

Il pilota australiano contraddice i due spagnoli

Jack Miller (Getty Images)

MotoGP | Miller sbugiarda Marquez e Lorenzo, altri piloti volevano correre

Questo è stato sicuramente un weekend da dimenticare per la MotoGP. Prima l’asfalto che non drenava e poi la gestione delle modalità di cancellazione del Gran Premio hanno alzato un bel polverone su tutti gli organi competenti. Per prima cosa si è discusso tanto sul fatto che con poche gocce di pioggia la pista si allagava.

Inoltre si è creata tanta polemica sul fatto che alcune squadre e alcuni piloti non sono stati per niente interpellati prima di cancellare definitivamente il GP. In particolare Ducati e Andrea Dovizioso hanno lamentato una mancanza di comunicazione con gli organi che si sono occupati di spazzare via la gara.

Problema di sicurezza

Anche Jack Miller a modo suo però ha aggiunto involontariamente un altro capitolo a questo libro di polemiche. Il rider australiano, infatti, alla TV britannica BT Sport ha così commentato la situazione: “Il problema è che gli altri ragazzi non volevano correre. Era un problema di sicurezza. Come potete capire anche io non sono contento delle condizioni di asfalto e del drenaggio della pista. Basti pensare all’incidente che ha visto protagonista Rabat”.

Il pilota della Pramac ha poi proseguito: “Credo sia stato un vero peccato che la gara è stata annullata, stavamo parlando di aspettare ancora un po’ per capire se il tempo sarebbe migliorato. Aver annullato tutto così in fretta è stata un po’ un’anomalia per tutti i tifosi. Gli unici che volevamo correre eravamo io e Zarco“.

In particolare quest’ultima frase entra in netta contraddizione con quanto affermato da Lorenzo e Marquez che avevano detto che tutti i rider erano d’accordo. Se a Jack Miller e Zarco aggiungiamo anche Dovizioso che sembrava essere dello stesso avviso, siamo già arrivati a ben 3 piloti contrari alla decisione poi presa. Resta comunque la stranezza che si è cercato di far credere che sull’argomento ci fosse un’unanimità che evidentemente non c’era.

Antonio Russo