F1 Belgio, Perché capitano tutte a Raikkonen?

Kimi Raikkonen (©Getty Images)

F1 |  Perché capitano tutte a Raikkonen?

Il GP del Belgio dello scorso weekend ha messo in evidenza essenzialmente una cosa, ossia che se ci fosse un campionato a parte dedicato ai colpi di sfortuna Kimi Raikkonen l’avrebbe già vinto più volte.

Anche a Spa, suo circuito preferito per eccellenza tanto da vantare 4 successi, tra cui uno, quello del 2009, con una Ferrari molto lontana dalla competitività, al finnico è capitato qualcosa d’imprevisto. Non ci capisce se per sorte avversa o per strane macchinazioni nel box rosso, sta di fatto che dopo aver brillato nelle prove libere e anche in buona parte delle qualifiche, proprio nel momento in cui doveva dare l’assalto alla pole position, lo si è rivisto in garage perplesso di fianco alla sua SF71-H senza la benzina sufficiente per effettuare il giro utile.

Non fosse bastato questo intoppo in un sabato disturbato dalla pioggia, per Iceman è arrivato pure il ritiro in gara dopo un incidente al via.

“Sono stato colpito da dietro e nell’impatto si sono danneggiati fondo e pneumatico posteriore. Sostanzialmente la mia corsa è finita lì purtroppo”, ha raccontato il 38enne, rientrato in pit lane per cambiare gomme, ma poi costretto a rifermarsi. “Nel giro successivo  completato dopo la sosta extra mi sono accorto che l’auto era troppo malmessa per andare avanti. Fra l’altro il DRS continuava ad aprirsi da solo per cui diventava pericoloso proseguire. Il motore non dovrebbe avere avuto danni, è stato un incidente che non c’entrava con la power unit”.

Evidentemente per chiudere ogni pertugio di polemica, il team principal Maurizio Arrivabene si è affrettato a fare il mea culpa.

“Mi è dispiaciuto molto per quanto accaduto a Kim allo start”, il commento del manager bresciano. “Devo dire che se fosse partito più avanti probabilmente non avrebbe avuto questi problemi. In qualifica abbiamo sbagliato in modo grave la gestione dei suoi run. E’ colpa nostra e dobbiamo ammetterlo. Lo faccio io in primis in quanto responsabile del muretto”.

Chiara Rainis